A Napoli solo re o sindaci lampo

12/4/2013 Marcello Veneziani Il Giornale

 

Levateve a' miezz, iatavenne.


Ma io l'avevo detto, avuie, don Giggino de Magistratis, perché vi siete messo in capa di fare il sindaco di Napoli.


Nun è cosa vostra, e forse nun è cosa e' Napule.


Napoli esprime predicatori, come Napolitano, Saviano o Erri de Luca, ma non tollera sindaci. Vedete la fine dei vostri predecessori. Cumuli di munnezza e unsindaco sopra l'altro, senza riguardo.


Napoli può tollerare un re, con una dinastia,un potere o un partito alle spalle; o un sindaco precario a  turnazione mensile, il tempo di fare una festa per l'insediamento e una per il congedo e in mezzo un casatiello di orazioni, tricche tracche e belli annunci. Il sindaco di maggio, di giugno e così via, con cadenza mestruale.


Al giro di luna l'idillio si spezza e il consenso muta chimicamente in dissenso e in rabbia.


 Meglio girare la ruota degli esposti.


De Magistris ha prima perso l'aura della toga, poi il partito di Di Pietro, quindi il partito d'Ingroia, infine ha perso Napoli. Ora è un trovatello.


A Napoli sei travolto se pretendi di dare un minimo beneficio generale alla città a prezzo di un danno particolare a qualcuno,a una categoria,a un rione.


E ti accusano del contrario: per liberare il lungomare tu uccidi una città.


 I malcontenti particolari si cumulano, si contagiano e si fanno presto plebiscitari. Napoli può tollerare un sindaco mariuolo, perfino camorrista, o che vive da pascià, ma lo crocifigge su traffico, munnezza e occupazione.


Sindaco, prevedo pure a vuie un futuro ad Aosta, come il ramo dei Savoia e degli Ingroia.


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