4 aprile 2013 Preghiera

4/4/2013 Camillo Langone Il Foglio

 

Lode al bidello.


 

 Il bidello (che nella lingua dell'ideologia ora si chiama collaboratore scolastico ma che nella lingua della realtà continua a essere felicemente bidello) è l'unica persona a suo agio nella scuola, per il resto allevamento di afflitti: i docenti, gli studenti...


 L'ho scoperto in "Pronti a tutte le partenze" di Marco Balzano (Sellerio), romanzo sul precariato intellettuale scritto come una sceneggiatura, senza la grazia della letteratura.


Ma con almeno un passaggio interessante: "Un bidello inizia a lavorare anche a vent'anni. Prende circa un quarto di stipendio meno di un insegnante.


Tu sei stato bravo e hai finito a ventisei, laurea e specializzazione. Quindi, se tutto va bene, inizi a lavorare sei anni dopo il bidello.


 Lasciamo stare i soldi che ha cacciato tuo padre per farti studiare e che il bidello non ha speso. E consideriamo piuttosto che tu più di nove o dieci stipendi l'anno non prendi. E che questa musica va avanti fino a quando non diventi di ruolo, alle calende greche... Il bidello avrà sempre sei anni di lavoro in più e quindi sei anni di bollini di pensione e di tredicesime più di te.


 Considera che mo' i bidelli in tante scuole fanno solo sorveglianza e le pulizie sono appaltate a ditte esterne. Quindi, mentre tu stai in classe a sgolarti, quelli cantano".


 Da questo ritratto evinco che il bidello sia persona intelligente e non ambiziosa, l'esatto contrario dei rampichini che ingombrano ogni ambito: ambiziosi e non intelligenti. Perciò lo lodo. Inoltre elogio il fatto che non scriverà mai un romanzo sul precariato intellettuale.


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