GLI STATI UNITI POVERI COME NEGLI ANNI '60: SARANNO IL NUOVO TERZO MONDO?

Dal 'Daily Mail' 3/4/2013 DAGOREPORT

 

Con i tagli che Obama ha dovuto imporre dopo il mancato accordo con i repubblicani sul debito pubblico, l'assistenza alle fasce più svantaggiate ne ha risentito molto - In America 50 milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà, e potrebbe andare sempre peggio...

In America sembra di essere tornati negli anni '60. E non quelli del boom economico, ma dell'esatto contrario. Gli anni in cui il presidente Lyndon B. Johnson lanciò una serie di provvedimenti governativi che vengono ricordati col nome di "Guerra alla povertà".


Negli ultimi tempi gli Stati Uniti si trovano a fronteggiare la stessa situazione d'emergenza, senza avere però delle politiche in grado di rimettere in piedi il Paese. Da quando democratici e repubblicani non sono riusciti a trovare un accordo per risolvere il problema del debito nazionale, è stato inevitabile operare quei tagli che già erano stati teorizzati anni fa, ma che si era provato a evitare.


I dati sono più che allarmanti: 50 milioni di americani, cioè uno su sei, vivono sotto la soglia di povertà. Secondo le statistiche questa situazione va a colpire soprattutto i bambini: il 20 per cento di loro sono poveri. Cifre quasi da terzo mondo, che potrebbero ulteriormente peggiorare dopo i tagli di cui sopra.


Secondo le nuove politiche, infatti, verranno ridotte le disponibilità economiche per le attività di assistenza agli indigenti e alle persone in difficoltà. A livello federale gli Stati Uniti infatti finanziano una serie di associazioni che danno supporto ai poveri piuttosto che ai tossicodipendenti e ad altre fasce di popolazione a rischio.


Attività che se fino a oggi sono riuscite a restituire un futuro a molte persone, con questi tagli potrebbero non essere più in grado di operare.


Un esempio è quello del 49enne Antonio Hammond, di Baltimora, nel Maryland. Tossicodipendente, nel giro di pochi anni perse tutto a causa della droga, finendo a rubare auto e cavi di rame per sopravvivere.


Raccolto dalla strada da un'associazione di beneficenza cattolica solo tre anni fa, quando sembrava ormai spacciato, oggi Antonio è un uomo nuovo: ha smesso di drogarsi, ha un lavoro, una casa, ha preso la patente ed è riuscito anche ad acquistare una macchina.


Lo scontro che si è consumato fra democratici e repubblicani va in realtà avanti da decenni, e riguarda due differenti modi di concepire la politica economica.


Da una parte i repubblicani sono convinti che la chiave della prosperità sia nell'eliminazione di barriere all'iniziativa privata, mentre i democratici sostengono invece l'intervento dello Stato. Per fare questo, Obama aveva proposto di alzare le tasse, soprattutto ai più ricchi, per recuperare soldi con cui tamponare il debito, mentre gli oppositori repubblicani volevano andare a tagliare le spese dello Stato per il sociale. Il presidente ha cercato di mediare, ma alla fine così è stato.


Con il risultato che i poveri saranno ancora più poveri, i quartieri degradati saranno ancora più degradati e i ricchi saranno ancora più ricchi, aumentando ulteriormente le già preoccupanti differenze di reddito all'interno della popolazione.


E chissà che un giorno non saremo costretti a chiamare "terzo mondo" il Paese che fino a poco tempo fa rappresentava il sogno per eccellenza.



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