E il Novecento partorì un Topolino

Marcello Veneziani - Sab, 30/03/2013 - Il Giornale

 

Il secolo in cui siamo nati possiamo ricordarlo per gli orrori o per le scoperte, per i giganti o per i dittatori.


 Ma non avrei mai pensato che potesse essere considerato il secolo di Topolino, il mouse di Walt Disney. Il filosofo della scienza Giulio Giorello lo ha salutato come suo collega e maestro in un saggio «La filosofia di Topolino», da poco uscito da Guanda. La sua non è una civetteria da pop filosofo: Ezra Pound disse che la figura letteraria americana più importante era Mickey Mouse.


Il Topolino di Giorello è fatto su misura per lui: non è Legge e Ordine, come si è spesso detto, ma è un progressista antimetafisico, un relativista che precorre temi odierni, un ribelle che combatte contro le ingiustizie.


Promosso da Topolino a Grillino.


 Ricordo a Giorello che il padre del Topo, Disney, era un conservatore, vicino ai partiti di destra, con simpatie per il fascismo e perfino venature esoteriche da nazismo magico.


Disney fu ricevuto due volte da Mussolini che amava Topolino - suo figlio Romano era tesserato nel club - e quando con l'autarchia proibirono i fumetti made in Usa, Mussolini di suo pugno scrisse «eccetto Topolino».


 Per il Natale del 1937, racconta Alessandro Barbera in «Camerata Topolino», Goebbels regalò ben 18 film di Topolino a Hitler.


Certo, bisogna distinguere tra fasi diverse di Disney e di Mickey Mouse.


Il Topolino che ricordo io era un po' troppo perfettino e assennato, con insopportabili venature montiane.


Preferivo Paperino, sfigato con brio. Derattizziamo il Novecento e la filosofia.


Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I più letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext