Per piccole imprese e autonomi arriva una stangata fino a 25.700 euro

23/3/2013 lindipendenza.com

 

Ad inizio estate lavoratori autonomi e piccoli imprenditori saranno colpiti da una stangata fiscale che potrebbe arrivare a pesare sulle loro tasche fino a 25.700 euro.


E' quanto calcola la Cgia di Mestre il cui segretario, Giuseppe Bortolussi, allerta in una nota su come "in una fase in cui le piccole e micro imprese sono sempre piu' stressate dal fisco e a corto di liquidita' l'appuntamento fiscale di inizio estate rischia di spingerne moltissime fuori mercato. Per questo - aggiunge Bortolussi - invitiamo i leader politici a trovare un accordo, affinche' si costituisca in tempi brevi un Governo che affronti le emergenze economiche che sono sul tappeto".


In vista delle numerose scadenze - i versamenti Inps, la tassa annuale di iscrizione alla camera di Commercio, il pagamento della prima rata dell'Imu e della Tares, oltre all'autoliquidazione Irpef - Cgia parla di vero e proprio stress-test fiscale-contributivo per le piccole imprese.


Piu' nel dettaglio, il centro studi Cgia di Mestre ha realizzato delle simulazioni prendendo in esame 4 diverse tipologie aziendali e due possibili scenari: uno ad aliquote medie, l'altro ad aliquote al valore massimo consentito. Ne e' derivato che: un commerciante paghera' tra i 4.452 e i 4.676 euro; un artigiano tra i 6.948 e i 7.206 euro; una societa' di persone con 2 soci e 4 dipendenti tra i 17.733 e i 18.409 euro; una societa' di capitali con 2 soci e 10 dipendenti tra i 25.401 e i 25.737 euro.


In tale quadro, il segretario di Cgia Mestre, Bortolussi, ha sottolineato ‘‘la necessita' di alleggerire l'impatto economico che avra' la nuova tassa sull'asporto rifiuti (Tares) e di scongiurare l'aumento dell'Imu sui capannoni, altrimenti molti piccoli imprenditori saranno costretti, loro malgrado, a chiudere definitivamente i cancelli o le saracinesche delle proprie attivita"'. Inoltre, secondo Bortolussi, "bisogna assolutamente evitare che dal 1* luglio si verifichi l'aumento dell'aliquota Iva dal 21 al 22%.


Se cio' non avverra', i consumi subiranno un' ulteriore contrazione, penalizzando proprio le piccolissime imprese che vivono quasi esclusivamente della domanda interna. Infine, "bisogna immettere liquidita' al sistema economico, agevolando l'accesso al credito e sbloccando da subito i 70 miliardi di pagamenti che la Pubblica amministrazione deve alle imprese", conclude il segretario Cgia Mestre.


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