Dietro le facce niente

Marcello Veneziani - Sab, 16/03/2013 - Il Giornale

 

Ieri al Ballo delle Ributtanti, le Sorelle Camere hanno fatto il loro pessimo debutto, come era stato del resto preannunciato


 Sono nate con un difetto di costituzione che le destina a vita breve e cagionevole. Non sono in grado di partorire un governo che viva di vita propria e non sono nemmeno dotate di organi vitali che possano garantire mutazioni genetiche e accorpamenti secondo natura.


L'animale a tre teste che le abita, come la bestia infernale, non potrà sopravvivere a lungo. Il mostro trinitario non riesce a coordinare nemmeno due su tre teste; e non sa articolarsi tra tesi, antitesi e sintesi, come la dialettica hegeliana: perché qui si tratta di tesi, antitesi e protesi, cioè di tre teste irriducibili l'una all'altra, inconciliabili e antagoniste.


Il risultato di questo tripolarismo allergico è la paralisi progressiva nonostante la giovane età dei suoi membri.


I tanti ragazzi entrati in Camera confermano l'impressione che questa non sia una legislatura ma uno stage, cioè di breve durata. Al Senato alza la media il presidente Colombo, così anziano che da ragazzo si faceva chiamare Cristoforo.


Ieri le schede bianche hanno prodotto la fumata nera. Habemus rapam. Facile buttarla sulla superstizione, la colpa è della diciassettesima legislatura, ieri era venerdì, e marzo è pazzo. Bello vedere facce nuove, bello non vedere facce di bronzo. Ma oltre le facce, il nulla. Inconcludenti sin dall'esordio, le Camere Sorelle non hanno eletto i loro presidenti. E non possiamo andarli a prendere in Argentina, alla fine del mondo.


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