L'America Latina post-Chavez, sempre più preda delle Corporations d'intelligence americane

Russia Time07 Marzo 2013 effedieffe

Il sud America - il Venezuela in particolare - è stato negli ultimi anni il bersaglio di una campagna coordinata da parte dell'industria privata e del governo USA. Ma questa non è una novità.


 
Recentemente, WikiLeaks ha diffuso nuovi documenti che mostrano come Corporations americane dell'intelligence globale quali la Stratfor, e sue emanazioni estere tipo CANVAS, hanno lavorato sodo nell'ultimo decennio (con l'aiuto e la protezione degli enti governativi USA), nel fallito tentativo di deporre Hugo Chavez, il presidente venezuelano democraticamente eletto.

Trafficare nel cortile di casa
 

Il sistema americano delle Corporations ha sempre operato in stretta collaborazione con la CIA, il Dipartimento di Stato ed il Pentagono per favorire la deposizione - indicata come cambio di regime in uno stato canaglia - di quei governi che non si adeguavano automaticamente agli interessi USA. Detto altrimenti, d quei governi che non si allineano automaticamente con gli interessi di quella élite globale di poteri sopra-nazionali che è profondamente nascosta all'interno delle strutture di potere pubbliche e private dell'America.

La cosa vale in modo particolare per l'America Latina, che dal Messico alla Terra del Fuoco dal punto di vista geopolitico ed economico è considerata tradizionalmente dall'America una sorta di proprio cortile di casa.

Per esempio, l'11 settembre di quest'anno (coincidenza delle date), è il 40° anniversario dell'assassinio e della deposizione orchestrata, finanziata e sostenuta dalla CIA, di Salvador Allende il presidente del Cile, democraticamente eletto.

Allende fu rimpiazzato da una giunta militare pro-America e pro-Regno Unito, guidata dal Generale Augusto Pinochet. All'epoca, Corporations quale la ITT lavoravano in stretta collaborazione con gli operativi CIA nel promuovere scioperi, disordini civili ed una guerra psicologica tramite la stampa ufficiale. Allora toccava al Cile, oggi al Venezuela.
 
Gli anni '70 ed '80 videro la progettazione e l'esecuzione del piano di Kissinger indicato come Progetto Condor per il finanziamento e l'appoggio diplomatico a svariati colpi di Stato militari e non, in Cile, Argentina, Bolivia, Uruguay, Paraguay ed altre nazioni dell'area.

Questo sostegno USA-UK a regimi autoritari e criminali si è fermato solamente davanti ad atti palesemente stupidi quali quello commesso dal Generale Leopoldo Galtieri, che nel 1982 ne fece una di troppo con l'invasione delle Isole Falkland (UK).

Ciò detto, in tutti i colpi di Stato appoggiati dagli USA sono stati utilizzati uomini forti militari locali addestrati presso la US Military's School of the Americas a Panama, allo scopo che facessero gli interessi USA-UK nei loro rispettivi Paesi : 1) tenendo allineato il proprio Paese agli imperativi geopolitici USA, che all'epoca della Guerra Fredda significava essere apertamente anti-comunisti; 2) accettando la dipendenza finanziaria ed il debito pubblico creato artificialmente in stile Chicago-Boys; 3) mantenendo il popolo in uno stato di costante paura per tenerlo «disciplinato ed ubbidiente».

Ma dalla caduta dell'ex Unione Sovietica, queste tattiche hanno subito delle modifiche sostanziali. Adesso il controllo USA sulle nazioni dell'America Latina è incentrato sul promuovere la democrazia. Per dirla con le parole di Hillary Clinton (marzo 2011, in visita per la primavera araba dell'Egitto), si tratta in effetti di «quel tipo di democrazia che vogliamo vedere», che è quel tipo di democrazia controllata dal denaro che tutto è tranne democrazia mentre è sicuramente un osceno sistema per mungere denaro e fare propaganda a mezzo stampa per poter quindi catapultare nelle posizioni di potere i candidati favoriti da chi comanda i giochi.
 
Quando gli USA riescono nel loro gioco, che sia in Messico, Colombia o Cile, il denominatore comune è che i loro candidati vincono le elezioni ed allora si fanno affari come al solito, ma quando una crescente consapevolezza fa sì che le popolazioni locali eleggano come presidente qualcuno che privilegia gli interessi della propria nazione, come succede in Ecuador che ha appena rieletto Rafael Correa, o con la Bolivia (Evo Morales) e più importante con il Venezuela di Hugo Chavez, allora entrano in azione i mega rulli compressori che invocano il cambio di regime.

Iniziativa pubblica e privata

In America, non sai mai se sono Casa Bianca e Congresso a dettar legge alle Corporations globali o se è l'inverso, se sono le Corporations a governare la Casa Bianca, il Congresso ed il Paese.

Documenti relativi al Venezuela recentemente diffusi da WikiLeaks, descrivono la Stratfor come «un'azienda che si presenta come un editore del settore dell'intelligence mentre, invece, fornisce servizi confidenziali di intelligence a grosse multinazionali tipo la Dow Chemical Co. di Bhopal, la Lockheed Martin, la Northrop Grumman, la Raytheon ed enti governativi fra i quali il Department of Homeland Security, gli US Marines e la US Defence Intelligence Agency».

WikiLeaks prosegue spiegando che le emails evidenziano come la Stratfor abbi «una rete di informatori, di stipendiati, di tecniche di lavaggio del denaro sporco e ricorre a svariate tecniche psicologiche».

Le email rivelate trattano un'ampia gamma di tematiche che per il Venezuela spaziano dal settore energetico - petrolio principalmente - al cambiamento politico, stato delle forze dell'ala destra e stato delle forze armate inclusi. Le email fanno riferimento anche alle relazioni del Venezuela con Cuba, Cina, Russia ed Iran, e forniscono delle tetre previsioni nei settori economico e finanziario.

Un altro di questi fronti dell'intelligence globale si trova in Serbia, nel Center for Applied Non-Violent Action and Strategies (CANVAS), appoggiato dagli USA. In pratica, è una di quelle organizzazioni specializzate nel progettare e mettere a segno rivolte civili - anche guerre civili - come dolorosamente imparato da nazioni quali la Libia, l'Afghanistan e la Siria.

Le email relative a CANVAS spiegano quale sia la loro strategia raccomandata per detronizzare i governi, come viene svelato da un messaggio indirizzato a Stratfor : «Quando qualcuno chiede il nostro aiuto, come nel caso di Vene (!), noi solitamente poniamo questa domanda "voi come lo fareste?".  Il concetto è di condurre prima di tutto un'analisi della situazione (il documento in Word che è stato inviato), al quale fa seguito la "Definizione della Missione" (ancora da inviare), e poi il "Concetto Operativo", che è il piano d'azione vero e proprio. In questo esempio abbiamo 3 campagne : la prima è l'unificazione delle opposizioni; la seconda è quella per le elezioni parlamentari di settembre 2010; la terza - parallelamente - la campagna "uscite e votate" ».

Molto mirate!
 
Fondatore e chairman di Stratfor è quel George Friedman regolarmente intervistato dal Wall Street Journal, dalle CNBC e CNN, che è consigliere della JP Morgan Chase, di CitiGroup e della Ernst & Young. Presidente ed Amministratore Delegato di Stratfor è Shea Morenz, per molti anni alto dirigente della Goldman Sachs. Si tratta di Corporations e magebanche non esattamente tese a promuovere il bene comune del popolo venezuelano, né di alcun altro Paese dell'America Latina, o del mondo.
 

Va da sé che non esiste una precisa linea di demarcazione fra agenzie di intelligence private, i loro analisti, i vari pensatoi tipo Council on Foreign Relations, RAND Corporation, National Endowment for Democracy e le grandi Corporations da una parte, e gli enti governativi USA tipo CIA, NSA, USAID ed il Dipartimento di Stato dall'altra.

È un fatto che gli osservatori politici attenti, in tutta l'America Latina tengono sempre d'occhio cosa fa La Embajada, La Ambasciata, quella ovviamente con la A maiuscola, anche se si tratta solo dell'ambasciata americana locale.

Non c'è quindi da sorprendersi se i documenti rivelati da WikiLeaks mostrino come entità con sede negli USA operino per destituire Hugo Chavez (l'articolo è stato scritto poco prima che morisse, ndr) dando assistenza logistica e finanziaria ai candidati dell'opposizione del tipo di Henrique Capriles Radonsky, principale oppositore di Chavez, giunto secondo nelle elezioni politiche dello scorso anno.

Capriles Radonsky gode del forte appoggio di USA, UE ed Israele - dei quali curerà gli interessi - grazie al suo consistente allineamento cogli obbiettivi di tali Paesi. Di origini ebraiche - in un Venezuela con una comunità israelita piccolissima - Radonsky promette di allontanare il Venezuela dagli stretti legami con l'Iran, la Russia e la Cina, legami creati da Chavez.

Questa attività pubblico-privata americana è nuovamente al lavoro dando una mano a tutte le forze di opposizione nel Venezuela, in attesa di buone notizie che implichino il suo abbandono della carica presidenziale, con la conseguenza di nuove elezioni post-Chavez.


La cosa sarebbe una tragedia per il Venezuela perché darebbe il via agli USA per un'azione alla facciamo entrare il nostro uomo nel palazzo presidenziale Miraflores alla moda di Caracas, il che sarebbe una disastro non solo per il Venezuela ma per l'intera regione, con gli USA che continuano ad aver mano libera in Colombia, il cui presidente Juan Manuel Santos è un membro della Americas Society - finanziata dai Rockefeller, con sede a New York - che agisce aprendo nell'America Latina tutte le strade al Council on Foreign Relations, i cui uffici direzionali sono appena al di là della strada, fra Park Avenue e la 57ma. Per non citare poi il ricco ragazzo filo-americano da poco eletto presidente del Messico: Enrique Peña Nieto. Due nazioni nella quali gli USA fanno affari, come d'abitudine.

Nel fornire la propria consulenza sul come mettere a punto la destabilizzazione, CANVAS a dichiarato a Stratfor: «Abbiamo dato loro solo gli strumenti da utilizzare». Facendo poi riferimento alle elezioni parlamentari del 2010, scrivono: «Quest'anno stiamo decisamente aumentando le operazioni in Venezuela... a settembre ci sono le elezioni e siamo in stretti rapporti con degli attivisti locali e con persone che li aiutano ( per favore, tenete per voi queste informazioni). La prima fase del nostro piano è in corso».

Dunque, questa è quel tipo di democrazia che gli USA vogliono vedere o, per dirla come Don Corleone nel Padrino avrebbe raccomandato ai suoi agenti ed operativi se avesse diretto il Dipartimento di Stato USA o la CIA: «Fatela sembrare un'elezione democratica».

Traduzione per EFFEDIEFFE.com a cura di Massimo Frulla, revisione di Lorenzo de Vita


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