Il fallimento del centro di Monti

Domenico Ferrara - Lun, 25/02/2013 - IL GIORNALE

 

Scelta Civica avrà una pattuglia esigua di senatori e di deputati ed è fuori dai giochi. Il Prof: "Risultati soddisfacenti"


Dal centro del mondo alla periferia più lontana. Dal nuovo che avanza al vecchio che si impantana. Quella che era stata presentata come la formazione politica innovativa, si è rivelata la meno votata.


Il centro di Monti adesso conta quanto il due di coppe con la briscola a mazze.


E pensare che fino a due settimane fa il premier dimissionario faceva il modesto dichiarando che "se avessimo avuto più tempo, credo che oltre il 50% degli italiani avrebbero aderito alla nostra proposta". Al momento, al Senato la Lista Civica si attesta intorno al 9%, mentre alla Camera all'8,4%. Cifre che permettono al bocconiano una sopravvivenza. Diverso il verdetto per i suoi compagni di corsa. Con l'Udc all'1,7% e Fli allo 0,4%, Casini e Fini sono fuori dal Parlamento. Tuttavia, il partito di Casini potrà beneficiare - nel caso non raggiunga il 2% - della posizione di miglior perdente alla Camera e rientrare in gioco.


Un fallimento impossibile da nascondere. "Risultato dignitoso ma al di sotto delle aspettative anche al Senato, onore a chi ha vinto, l'Udc sapeva che si trattava di una scelta da "donazione del sangue", ma ne valeva la pena, speravamo fosse premiato il nostro atteggiamento, le nostre proposte che sapevamo impopolari", ha commentato il leader dell'Udc.


Lo stesso leader che un mese fa ostentava sicumera d'altri tempi: ""Noi giochiamo per vincere, non abbiamo alcun complesso di inferiorità e le polemiche concentriche da sinistra e destra sono la certificazione della novità rappresentata da Monti".


La verità che vien fuori dalle urne è ben diversa. La pattuglia di senatori montiani sarà così esigua da non poter giocare alcun ruolo. E lo stesso vale per la Camera. In nessuna delle combinazioni i deputati e i senatori di Scelta Civica potranno risultare decisivi per la formazione di un governo. Così finisce la parabola del tecnico che diventò politico. Nell'irrilevanza numerica. La pensa diversamente il Prof, secondo cui la sua lista ha ottenuto un "risultato soddisfacente" e "gli elettori hanno fatto un scelta coraggiosa". Punti di vista.


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