Pil a/a: Eurozona -0.9%, Francia -0.3%, Spagna -1.4%, Germania +0.4%. Italia -2.7%.

S.Mela 14/2/2013 Rischiocalcolato.it

 
E così l'Italia ce la ha fatta: Pil a/a -2.7%, peggio persino della Spagna.

Cari Amici, non avete voluto liberalizzare la produzione ed il mondo del lavoro?


Cari Amici, non avete voluto liberalizzare la produzione ed il mondo del lavoro?



Cari Amici, non avete voluto liberalizzare la produzione ed il mondo del lavoro?


  Bene, gustatevi un bel -2.7%: l'avete cercato e lo avete ottenuto.

  Volete incaponirvi a non liberalizzare in omaggio ai "diritti precostituiti"?

  Volete continuare a mantenere tutta la pletora dei dipendenti delle pa?


  Non lamentatevi poi del -3.44% che si preannuncia per il 2013.



 

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  ASCA. 2013-02-14. Francia: nel 4* trim Pil -0,3%. Peggio di stime.

(ASCA) - Roma, 14 feb - Nel 4* trimestre del 2012 il Pil della Francia ha registrato una contrazione pari a -0,3% rispetto al trimestre precedente. Su base annuale si registra una contrazione analoga pari a -0,3%. Si tratta di numeri inferiori alle attese degli economisti.


    ASCA. 2013-02-11. Francia: produzione industriale crolla del 2,2% nel 2012.

  (ASCA-AFP) - Parigi, 11 feb - La produzione industriale della Francia e' crollata del 2,2% nel 2012 rispetto all'anno precedente. Lo comunica l'Istituto nazionale di statistica Insee. Il settore della manifattura, che non include la produzione di energia e l'attivita' mineraria, e' sceso del 2,7%.


  ASCA. 2013-02-14. Germania: Pil 4* trim -0,6%. Peggio di stime.

  (ASCA) - Roma, 14 feb - Nel quarto trimestre il Pil della Germania ha registrato una contrazione pari a -0,6% rispetto al trimestre precedente, su base annuale la crescita e' pari a +0,4%. Si tratta di numeri inferiori alle previsioni degli economisti.


  ASCA. 2013-02-14. Germania: miglior surplus commerciale dal 2007 a 188,1 mld.

  (ASCA) - Roma, 8 feb - La Germania nel 2012 ha registrato il miglior attivo commerciale dal 2007, nonostante il rallentamento vissuto negli ultimi mesi dell'anno a causa della crisi mondiale. I dati sono stati pubblicati dall'ufficio tedesco delle statistiche.

  Il surplus commerciale ha raggiunto la cifra di 188,1 miliardi di euro. E' il secondo miglior risultato della storia del paese, dopo i 195,3 miliardi del 2007. Le esportazioni sono cresciute dello 3,4% nel 2012 a' 1.097,4 miliardi di euro.

  Nel 2011 le esportazioni avevano superato per la prima volta la quota di 1.000 miliardi raggiungendo la cifra di 1.060 miliardi.


  ASCA. 2013-02-07. Germania: produzione industriale +0,3% su mese.

  (ASCA) - Roma, 7 feb - La produzione industriale della Germania e' cresciuta dello 0,3% a dicembre rispetto a novembre. Lo comunica in una nota il Ministero dell'Economia di Berlino.

  La produzione di energia e' diminuita del 3,4%, quella delle costruzioni e' scesa dell'8,9, mentre la produzione manufatturiera ha registrato un saldo positivo dell'1,2% spinta dall'aumento del 4,2% della produzione di beni di consumo. Gli ordini industriali sono aumentati dello 0,8% spinti dalle richeste di beni tedeschi provenienti dall'estero.


  ASCA. 2013-02-06. Germania: a dicembre ordinativi industria manifatturiera +0,8%.

  (ASCA) - Roma, 6 feb - Nel mese di dicembre, gli ordinativi dell'industria manifatturiera tedesca sono aumentati dello 0,8% rispetto a novembre. Un numero inferiore alle previsioni degli economisti (+1,0%). In contrazione gli ordini interni -1,2%, in aumento quelli dall'estero +2,4%, con un balzo di quelli provenienti da altri paesi dell'Eurozona (+7%).


  ASCA. 2013-01-31. Germania: scende la disoccupazione a gennaio al 6,8%.

  (ASCA) - Roma, 31 gen - Lieve calo della disoccupazione in Germania. A sorpesa il tasso dei senza lavoro, corretto dei fattori stagionali, scende al 6,8% dal 6,9% del mese precedente. Considerando i fattori stagionali la disoccupazione sale al 7,4% dal 5,7% di dicembre per effetto di quasi 300 mila nuovi disoccupati per un totale di 3,13 milioni.


  Investing. 2013-02-14. Euro zone Q4 GDP contracts 0.6% as recession deepens.

  The euro zone's economy contracted for the third consecutive quarter in the three months ended December 31, as the region fell deeper into recession, official preliminary data showed on Thursday.

  In a report, Eurostat said that the euro zone's gross domestic product shrank 0.6% in the fourth quarter, compared to expectations for a 0.4% decline.

  The euro zone's economy shrank 0.1% in the preceding quarter. A technical recession is defined as two straight quarters of contraction.

  Year-on-year, euro zone GDP fell 0.9% compared to a year earlier, worse than expectations for a 0.7% contraction, after shrinking at a rate of 0.6% in the previous quarter.

  Following the release of that data, the euro added to losses against the U.S. dollar, with EUR/USD shedding 0.8% to trade at 1.3345.

  Meanwhile, European stock markets held on to modest losses. The EURO STOXX 50 fell 0.3%, France's CAC 40 dipped 0.15%, Germany's DAX slumped 0.3%, while London's FTSE 100 declined 0.2%.


  Sole24Ore. 2013-01-31. In Spagna Pil 2012 giù dell'1,4%.

  L'economia spagnola continua a sprofondare facendo registrare il quinto trimestre consecutivo di contrazione. Tra ottobre e dicembre del 2012 il Pil del Paese iberico è sceso dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e ha avuto un calo dell'1,8% sullo stesso periodo del 2011. È andata meglio di quanto avessero previsto gli analisti all'inizio del 2012 ma peggio (seppur di poco) di quanto si sperasse dopo le revisioni al rialzo delle ultime settimane operate da quasi tutti i centri studi, incluso quello della Banca centrale spagnola.

  Secondo i dati ufficiali diffusi ieri dall'Ine, l'Istituto nazionale di statistica di Madrid, la Spagna ha così chiuso l'intero 2012 con un crollo dell'attività economica dell'1,4%, o meglio dell'1,37% come scrive l'Ine utilizzando per la prima volta due decimali nelle sue stime e avvicinando così il dato all'1,3% sbandierato, quasi fosse un successo, dal ministro dell'Economia Luis de Guindos nel corso dell'Ecofin di dieci giorni fa.

  «Il calo del prodotto interno lordo - spiegano all'Ine - è la conseguenza di un contributo ancora più negativo della domanda nazionale, compensato solo parzialmente dall'apporto positivo della domanda dall'estero». Nel dettaglio - spiegano i ricercatori di Bbva - il contributo al Pil della domanda interna nel 2012 è sceso del 3,8% mentre quello della domanda esterna è salito del 2,4 per cento.

  In ogni caso il dato del quarto trimestre dell'anno appena finito è il peggiore dal 2009 quando la Spagna era piombata in recessione, prima di riprendersi a fatica tra il 2010 e l'inizio del 2011: i consumi delle famiglie non danno alcun segno di ripresa e il tasso di disoccupazione ha superato il 26 per cento. Nessun risveglio per gli investimenti mentre sul Pil si fanno sentire anche le ricadute delle misure di austerity decise dal Governo conservatore di Mariano Rajoy (e prima ancora, fino alla fine del 2011, dai socialisti di José Luis Zapatero).

  «Consideriamo questi dati molto deludenti. Mostrano che la fase di correzione dell'economia spagnola è ancora in corso e che a fine 2012 si è avuto un arretramento. Sul 2013 pesa già un effetto carryover pari al -0,8% del Pil», afferma Fabrice Montagne di Barclays Research, aggiungendo che «ulteriori indicazioni su come la Spagna ha iniziato questo nuovo anno ci verranno fornite tra due giorni dall'indice Pmi sul settore manifatturiero».

  Forse in Spagna si è toccato ormai il fondo. Se lo augurano Rajoy e i suoi ministri: sopravvissuti alle pressioni dei mercati sui titoli del debito e avviato il risanamento del sistema bancario nazionale con il sostegno europeo, devono in qualche modo trovare la strategia per uscire dall'austerity e tentare di rilanciare l'attività delle imprese. Tuttavia anche secondo il Governo spagnolo i primi segnali di ripresa dovrebbero arrivare non prima della fine del 2013.
Mentre deve affrontare uno scandalo di fondi neri e tangenti nel Partito popolare - con l'ex tesoriere Luis Barcenas è accusato di avere conti in Svizzera per 22 milioni di euro - Rajoy ha annunciato in Parlamento un pacchetto di stimoli da introdurre già entro febbraio. «Un piano di microinterventi - ha chiarito il premier conservatore - centrato su settori specifici» e che dovrebbe contenere agevolazioni alle imprese create da donne e giovani.

  Madrid ha chiesto ai partner europei «più politiche per la crescita» e ha ottenuto da Bruxelles una maggiore flessibilità sui conti pubblici. La continua contrazione dell'economia rischia tuttavia di far saltare, ancora una volta, gli impegni di risanamento della Spagna. Lo stesso Rajoy nel corso di una visita in Cile la scorsa settimana ha detto che «il deficit spagnolo è rimasto nel 2012 sopra il 7% del Pil». La Banca di Spagna ha da poco spiegato che ci sono diversi dubbi sulla possibilità di portare, come concordato, il disavanzo al 6,3% del Pil. E ha avvertito che «l'obiettivo del 4,5% per il 2013 richiederà uno sforzo addizionale di risanamento di bilancio molto ambizioso».

  A complicare tutto è in Spagna lo scontro tra lo Stato e le Regioni sul sistema di finanziamento delle amministrazioni: la Catalogna, la più ricca e indebitata delle autonomie spagnole, ha chiesto a Madrid nove miliardi di euro di aiuti, dichiarando di fatto default anche per il 2013 perché non riesce a far fronte alle scadenze del debito, a pagare i fornitori e quindi non può garantire, senza il sostegno statale, servizi essenziali come la scuola e gli ospedali. «La situazione finanziaria delle Regioni, che sono responsabili del sistema sanitario, è certamente in parte migliorata, ma è ancora un grande problema», ha attaccato Jörg Asmussen, membro del board della Bce. «È necessaria una grande riforma nel sistema sanitario spagnolo, ma è ancora più difficile da realizzare di una riforma delle pensioni», ha detto ancora il banchiere tedesco.


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