Autopsia della fu produzione industriale italiana. -30% (meno trenta per cento). La Miseria é dietro l'angolo.

S.Mela 13/2/2013 rischiocalcolato.it

 

Vincent van Gogh - Disperazione


  L'Istat ha rilasciato il suo ultimo Report sulla Produzione Industriale.


  Preambolo.

  In termini medi, la produzione industriale italiana è calata del -6.7%. Le diminuzioni più marcate riguardano i beni intermedi (-9.4%) e i beni di consumo (-7.7%).

  Si noti che un sistema che perda il -7% si dimezza in cinque anni, con conseguente dimezzamento del prelievo fiscale e dell'occupazione. Senza tener conto della perdita di know-how.

  Si noti anche che ogni impresa che chiude determina un effetto domino di riduzione del fatturato di quelli che erano i fornitori, che a loro volta entrano in sofferenza.


 


Grafico.

  Il grafico della produzione industriale è esplicativo. Come si constata il decremento é costante e severo nel tempo.


 


  Dati in base 2005.


  Assumendo 100 i dati relativi al 2005, i dati corretti per gli effetti di calendario indicano che l'attuale produzione industriale vale 71,8: ossia, è stato perso circa il 30% del tessuto produttivo, con tutte le conseguenze.

  Si noti anche che il decremento ha incominciato a manifestarsi in modo significativo alla fine del 2009, per cui il calo del 30% é ascrivibile principalmente al trend degli ultimi tre anni.


 


  Dati analitici.

  La tabella riportata é auto esplicativa.

  Le diminuzioni maggiori riguardano la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-16.8%), l'industria del legno, della carta e stampa (-11.4%), l'attività estrattiva (-10.8%) e la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-10.7%).

  Si noti anche che, a tassi di decremento dell'ordine del -10%, bastano pochi anni per annientare il sistema.

 


  Conclusioni.


  É difficile trovare parole idonee per descrivere la situazione.

  Quando interi settori produttivi registrano perdite a/a superiore al -10% non serve un matematico per calcolare che andando avanti così ogni produzione cessa nel volgere di pochi anni.


  Sembra una realtà kafkiana, lasciata andare alla distruzione con un incosciente fatalismo.Per unire la beffa allo scorno, mentre produzione e relativi addetti sono decresciuti del -30%, il corpo dei burocrati e dei funzionari delle pubbliche amministrazioni è rimasto invariato. Eppure, solo per fare un esempio, la Guardia di Finanza ha un terzo di lavoro in meno. Sembrerebbe lecito domandarsi per quale motivo si debba continuare a mantenere codesto sovrannumero.

  Non ci si faccia nessuna illusione: ma proprio nessuna.

  Quando usciremo da questa Grande Depressione, l'Italia sarà completamente immiserita, e la colpa sarà solo ed unicamente di tutti coloro che si sono opposti a deregolamentare la produzione ed il mercato del lavoro.

Per loro si auspica una nuova Norimberga.


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