Il mondo Ŕ sull'orlo di una crisi alimentare senza precedenti mentre Goldman ci guadagna 400 milioni di $

The Economic Collapse26 Gennaio 2013 effedieffe

 

Dovunque ci sono degli esseri umani che soffrono, lì c'è una grande banca che ne trae profitto.

 Stando ad un recente resoconto del World Development Movement, nel 2012 la Goldman Sachs ha guadagnato circa 400 milioni di dollari con speculazioni sul prezzo degli alimentari. Nel complesso, il 2012 sembra sia stato per la Goldman Sachs un anno da ricordare. Come ho riferito in un precedente articolo, le entrate Goldman sono cresciute nel 2012 di circa il 30% e la quotazione del titolo è cresciuta di oltre il 40% negli ultimi 12 mesi.

È stato calcolato che il banchiere medio che opera in Goldman abbia ricevuto nel 2012 - fra emolumenti e gratifiche - circa 396.500 $ . Non c'è dubbio che la Goldman nuoti attualmente nel denaro. Ma chi ha pagato il prezzo del suo successo?

Molti sostengono che la pesantissima speculazione sul prezzo degli alimentari operata dalle grandi banche abbia fatto aumentare in modo drammatico il prezzo del cibo, causando ulteriori sofferenze a centinaia di milioni di famiglie povere, sparse per tutto il mondo. Alcuni prezzi sono ora, a livello mondiale, più che raddoppiati rispetto al 2003. Circa 2 miliardi di persone spendono come minimo la metà delle proprie entrate per sfamarsi, e quasi 1 miliardo di persone non ha abbastanza da mangiare.

È ammissibile che grandi banche tipo Goldman Sachs e Morgan Stanley guadagnino montagne di denaro scommettendo sul prezzo degli alimentari se questo fa schizzare in alto i prezzi ed affama le famiglie povere in tutto il mondo?

È un motivo in più che indica quanto la bolla dei derivati sia un male per il mondo intero. La Goldman e le altre grandi banche trattano il settore mondiale dell'approvvigionamento del cibo come fosse un di gioco da casinò, e vi operano senza sosta nonostante questa truffa sia stata pesantemente condannata nel resoconto del World Development Movement:

«La Goldman Sachs è il primo operatore a livello mondiale che sta facendo salire il prezzo delle derrate alimentari mentre 2 miliardi di persone sono alla fame. La banca ha esercitato pressioni affinché non ci fossero regole e fosse così possibile investire miliardi di dollari nel mercati dei derivati delle merci, potendo a quel punto creare gli strumenti finanziari necessari a raccogliere colossali profitti. La speculazione alimenta la volatilità ed i prezzi delle derrate schizzano in alto colpendo chiunque nel mondo sia sul limite della sopravvivenza».
Non dovrebbero esistere delle apposite leggi contro questo tipo di ladrocinìo?

A dire il vero negli Stati Uniti esistono, ma sono state bloccate dalle grandi banche di Wall Street e dai loro costosissimi avvocati. Quanto segue è un altro brano tratto dal resoconto del WDM:

«Gli USA hanno approvato una legislazione che limita la speculazione, ma a causa di una contestazione aperta dalla International Swaps and Derivatives Association a nome delle banche di Wall Street - della quale la Goldman è uno dei membri più influenti -, i controlli non sono ancora operativi. Una legislazione analoga è sul tavolo dell'Unione Europea. Lì è la Gran Bretagna che si oppone a dei controlli efficaci... la Goldman Sachs ha esercitato pressioni contro i controlli tanto in USA quanto nella UE».
Qui sotto il grafico che mostra all'opera questo tipo di speculazione sui prezzi delle derrate nell'arco di tempo degli ultimi 20 anni. Si nota immediatamente che i prezzi erano tendenzialmente stabili fino agli anni '90, ma a partire dal 2000 sono diventati estremamente volatili...
 



 La ragione è stata spiegata da Frederick Kaufman in un suo eccellente articolo:

È il denaro che ci racconta la vicenda. A partire dall'esplosione della bolla tecnologica nel 2000, il volume degli investimenti sull'indice delle merci è cresciuto di 50 volte. Per dare una dimensione reale al fenomeno, nel 2003 l'intero mercato dei futures [opzioni di acquisito di un quantitativo prestabilito, ad una data e prezzo concordati; poiché chi li compra fa un affare se alla data stabilita il bene costerà di più del prezzo concordato nel contratto, se un grosso operatore entra con grossi ordini sui futures è suo interesse manipolare il mercato in senso rialzista, ndt] sonnecchiava sui 13 miliardi di dollari. Ma quando all'inizio del 2008 la crisi finanziaria globale ha spaventato gli investitori - con dollaro, sterlina ed euro privi di sicurezza per gli investitori - le merci, derrate alimentari incluse, sembrarono essere l'ultimo porto sicuro dove parcheggiare il proprio contante tanto per i fondi di investimento ed i fondi pensione quanto per i fondi sovrani. Un analista del Dipartimento USA all'Agricoltura mi raccontava che d'improvviso effettuava scambi gente che nemmeno sapeva di che merce si trattasse. Morale: nei primi 55 giorni del 2008 gli speculatori riversarono nel mercato delle merci ben 55 miliardi di dollari, che alla volta del mese di luglio erano diventati 318 miliardi! L'inflazione sugli alimentari, da allora, viaggia su tali livelli.
 
Il denaro scorreva a fiumi, ed i banchieri erano pronti col loro nuovo casinò sui derivati legati alle derrate alimentari. Superati solo dai prezzi di petrolio e gas (prodotti che dominano il mercato degli indici), questi nuovi prodotti di investimento accesero i mercati di tutti gli altri indici delle merci, il che condusse ad un problema ben noto a coloro che hanno studiato la storia delle dot.com e del mercato immobiliare: una bolla sulle derrate alimentari. Un tipo di farina scambiata fra i 4 ed i 6 dollari, ruppe tutti i precedenti limiti ed i contratti futures si assestarono prima sui dieci dollari per poi salire fino a fermarsi solo sui 25 dollari. Dal 2005 al 2008, il mercato delle derrate alimentari ha visto nel suo insieme salire i prezzi di un 80%, e non si è più fermato.
Su tutto il pianeta ci sono famiglie povere che piangono sangue perché dei banchieri di Wall Street possano fare dei guadagni ancora maggiori. Tutto ciò è abominevole.

Ho riferito in precedenza come la JP Morgan abbia fatto miliardi di dollari con l'emissione in USA dei buoni pasto [sussidi alimentari per poveri; attualmente 128 milioni di americani ricorrono a tali buoni, ndt]. Al salire del numero di americani che devono ricorrere a tali buoni pasto, cresce il guadagno della JP Morgan. Chi fosse interessato può leggerne di più qui: «Far soldi sui poveri: più americani a buoni pasto, più soldi per JP Morgan».

Sfortunatamente, le scorte mondiali di alimentari si assottigliano ogni giorno che passa, e le cose sembrano mettersi piuttosto male per svariati anni a venire. Secondo l'ONU, le riserve alimentari mondiali raggiungeranno livelli minimi nell'arco di circa 40 anni. È dal 1974 che le scorte alimentari non sono così basse, ma da allora la popolazione mondiale è molto cresciuta. Se il 2013 sarà un altro anno di siccità e scarsi raccolti, la cosa potrebbe finire fuori controllo piuttosto rapidamente...

Le riserve mondiali di grano sono così pericolosamente basse che un cattivo clima negli USA, od in altre nazioni esportatrici, potrebbe scatenare nel 2014 una terribile crisi alimentare. È l'ONU a metterci in guardia.

Gli scarsi raccolti di quest'anno in USA, Ucraina ed altre nazioni, hanno ridotto le scorte ai minimi livelli dal 1974. Gli USA, che nel 2012 hanno subito caldo e siccità da record, hanno ora delle riserve al minimo storico del 6,5% del consumo previsto per il prossimo anno. (Fonte ONU)

«Non produciamo quanto consumiamo. Per questo le scorte calano. I rifornimenti sono attualmente ridotti in tutto il mondo, le riserve sono molto basse e non c'è margine per eventi inattesi nei prossimi anni», ce lo conferma Abdolreza Abbassian, quotato economista della Food and Agriculture Organisation (FAO), emanazione ONU.
Il mondo è stato in grado di rifornirsi solo per un breve periodo. In effetti, nel settore alimentare per 6 degli ultimi 11 anni abbiamo consumato più di quanto abbiamo prodotto.

Evan Fraser, autore di Gli Imperi del Cibo, ed oratore alla Guelph University in Ontario, Canada, ci dice:

«Per 6 degli ultimi 11 anni, il mondo ha consumato più alimenti di quanti non ne abbia coltivati. Non abbiamo nessun margine e stiamo consumando le scorte. Nei magazzini i livelli sono molto bassi, un inverno secco e bassi raccolti di riso e scoppia una grande crisi».

«Anche se le cose non ci travolgeranno quest'anno, per la prossima estate non ci saranno più margini di manovra ed i consumatori nelle parti più povere del pianeta saranno nuovamente esposti a qualsiasi imprevisto dovesse danneggiare la produzione».
Per la prossima estate abbiamo un bisogno disperato di un buon raccolto e tutti gli occhi sono puntati sugli Stati Uniti. Gli USA esportano più cibo di chiunque altro e la scorsa estate hanno subito la peggior siccità degli ultimi 50 anni, che ha lasciato profonde cicatrici in tutto il Paese. Da un recente articolo su Rolling Stone:

Nel 2012, nel nostro Paese hanno preso fuoco più di 9 milioni di acri. Solo una pioggia all'ultimo minuto ed il dragare hanno fatto sì che non si dovesse chiudere al transito il Mississippi a causa del livello basso delle acque. Ma la prolungata siccità rende poco probabile nell'immediato futuro la stabilizzazione del livello del fiume. Si prevede che molti dei Grandi Laghi saranno ai minimi di sempre. La scorsa estate, nel Nebraska, un tratto di 160 chilometri del fiume Platte era completamente in secca.

La siccità ha indotto l'USDA a dichiarare lo stato di disastro federale in 2.245 contee di 39 Stati. Il governo federale dovrà pagare presumibilmente decine di miliardi di dollari per l'assicurazione sui raccolti o la loro perdita. Gli allevatori sono sempre più preoccupati sulla capacità di nutrire le mandrie, tanto che sono aumentati i furti di fieno ed altri reati analoghi.
Gli allevatori sono stati colpiti molto duramente. Non potendo nutrire il proprio bestiame, hanno dovuto abbattere un numero incredibile di animali. Il risultato è che l'allevamento è al minimo storico da 60 anni.

Cosa credete accadrà al prezzo della carne nei prossimi - imminenti - anni?

Intanto, la siccità continua. Stando allo U.S. Drought Monitor, questo è uno dei peggiori inverni secchi mai visti in USA. A questo punto, più del 60% del Paese è in pericolo di siccità.

Se le cose non cambieranno in modo decisivo, il 2013 si presenta come un incubo per i raccolti in USA. Se il 2013 si dimostrerà un altro anno nero, i prezzi delle derrate alimentari schizzeranno alle stelle sia negli USA che nel mondo. Quanto segue proviene da un recente articolo della CNBC:

La grave siccità che ha imperversato l'anno scorso in gran parte degli USA sta continuando, minacciando di sbriciolare la crescita economica, costringendo i consumatori a spendere di più per mangiare.

«La siccità avrà un grosso impatto sui prezzi, soprattutto di carne di vitello, maiale e pollo», così ci ha riferito Ernie Gross, professore di economia alla Creighton University, studioso di tematiche legate all'agricoltura.
Dunque, auguriamoci il meglio, ma prepariamoci al peggio.

Più i prezzi del cibo saliranno, con milioni di famiglie in tutto il pianeta che saranno messe a dura prova solo per potersi sfamare... più alla Goldman Sachs saranno lì a ridersela.

Traduzione per EFFEDIEFFE.com a cura di Massimo Frulla, revisione di Lorenzo de Vita