CONTROSTORIA 50 - LA CULTURA 'BARA' (Libro nero del comunismo)

Antonio Socci

 

Scrive Alain Besançon nel suo libro "Novecento. Il secolo del male", appena uscito da Lindau: "Il nazismo, nonostante sia scomparso completamente da più di mezzo secolo, è a giusto titolo l'oggetto di un'esecrazione che non accenna a diminuire.

 Gli studi carichi di orrore al riguardo aumentano ogni anno...



 Gli studi carichi di orrore al riguardo aumentano ogni anno...


Il comunismo invece, nonostante sia vicino nel tempo... fruisce di un'amnesia e di un'amnistia che raccolgono il consenso quasi unanime... anche dei suoi nemici più determinati; e perfino delle sue vittime.


Tutti trovano disdicevole trarlo fuori dall'oblio.


Qualche volta capita che la bara di Dracula si socchiuda. E così, alla fine del 1997, un'opera, ‘Il libro nero del comunismo', ha osato fare la somma dei morti che gli si possono ascrivere.


Proponeva una forbice da 85 a 100 milioni di morti.


Lo scandalo è durato poco, e la bara si è già richiusa, senza che questi numeri siano stati seriamente contestati".


E la cultura che fa? L'intellettuale, che pretende di essere la coscienza critica del mondo, che fa? Bara.


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