La bolla mondiale del debito continuerà ad ingrandirsi fino al collasso del sistema

The Economic Collapse 22 Gennaio 2013 effedieffe.com

 

Perché tanti politici si sono precipitati a dichiarare che la crisi del debito è finita, mentre il rapporto debito / PIL continua ad aumentare in tutto il mondo?


 L'economia mondiale non ha mai avuto un debito pubblico tanto enorme. Stati Uniti, Giappone e qualunque nazione europea importante, stanno sprofondando nel debito. A niente è servita la tanto decantata austerità delle nazioni europee, perché il rapporto debito / PIL continua impietosamente a crescere in Grecia, Spagna, Italia, Irlanda e Portogallo.

Molti economisti ritengono che un rapporto debito / PIL pari a 100 sia un livello pericoloso: la maggior parte delle economie occidentali più importanti già lo superano o stanno per farlo. Naturalmente, il debito più grande di tutti - da molti punti di vista - è quello americano. Il rapporto debito / PIL degli USA dal 2007 ad oggi è passato dal 66,6% al 103%. Il Governo USA ha accumulato più debito sotto la prima amministrazione Obama che non sotto tutti i precedenti 42 presidenti americani messi insieme.

Questa insana bolla del debito pubblico continuerà a crescere finché verrà il giorno della resa dei conti: esploderà. Nessuno conosce l'ora e il giorno, ma si sa con certezza che avverrà.

Seguite la stampa allineata ufficiale americana? In tal caso non c'è da meravigliarsi se foste tentati di credere che questa gigantesca bolla del debito non costituisca un problema. Per esempio, in un recente articolo sul Washington Post, intitolato «Perché essere ottimisti sul debito», Ezra Klein ha scritto quanto segue:

«Ecco un segreto: si fa un gran rumore per nulla; la realtà è che Washington sta realizzando un grosso passo avanti sul debito».
Quante volte abbiamo già sentito dire una cosa simile? Circa un decennio fa, le fonti governative ufficiali prevedevano che ai giorni nostri avremmo nuotato in un gigantesco surplus governativo. Invece cosa è accaduto? Eccoci, impantanati in un debito da trilioni di dollari. Eppure l'Economia è circondata di grandissimo ottimismo: il mercato azionario è al massimo da 5 anni e la business community adora tutta la falsa prosperità generata da questo debito immane.

Anche Warren Buffet non sembra preoccupato dalla crescita gigantesca del debito USA. Ecco che cosa ha dichiarato recentemente:

«Che il debito cresca in rapporto al PIL non è una buona cosa. Dovrebbe essere stabilizzato. Ma il debito in sé non è un problema».
Davvero Warren? Un debito di 16 trilioni di dollari non è un problema?

Forse dovremmo gestire tutti le nostre finanze in questo modo. Perché non ci regaliamo 20 nuove carte di credito, le usiamo fino al limite e diciamo alle banche emittenti che non abbiamo con che pagarle... ma che «non è un problema»?

Ovvio, la vita reale non funziona così. La verità è che i debiti dei Governi stanno diventando un problema mostruoso in ogni parte del pianeta. Diamo un'occhiata a come sono cresciuti nel mondo i rapporti debito / PIL negli ultimi 5 anni...

Stati Uniti
Rapporto debito / PIL nel  2007: 66,6 %
Rapporto debito / PIL nel  2012: 103,0 %

Regno Unito
Rapporto debito / PIL nel  2007: 43,4 %
Rapporto debito / PIL nel  2012: 85,0 %

Francia
Rapporto debito / PIL nel  2007: 63,7 %
Rapporto debito / PIL nel  2012: 86 %

Germania

Rapporto debito / PIL nel  2007: 67,6 %
Rapporto debito / PIL nel  2012: 80,5 %

Spagna
Rapporto debito / PIL nel  2007: 39,6 %
Rapporto debito / PIL nel  2012: 69,3 %

Irlanda
Rapporto debito / PIL nel  2007: 24,8 %
Rapporto debito / PIL nel  2012: 106,4 %

Portogallo
Rapporto debito / PIL nel  2007: 63,9 %
Rapporto debito / PIL nel  2012: 108,1 %

Italia
Rapporto debito / PIL nel  2007: 106,6 %
Rapporto debito / PIL nel  2012: 120,7 %

Grecia
Rapporto debito / PIL nel  2007: 106,1 %
Rapporto debito / PIL nel  2012: 170,6 %

Eurozona nel suo complesso

Rapporto debito / PIL nel  2007: 68,4 %
Rapporto debito / PIL nel  2012: 87,3 %

Giappone
Rapporto debito / PIL nel  2007: 172,1 %
Rapporto debito / PIL nel  2012: 211,7 %

Dove porta tutto questo? Beh, non potrà che essere una catastrofe, ma è veramente difficile dire esattamente quando il sistema crollerà sotto il peso del debito eccessivo. Alcune nazioni, quali il Giappone, sono in grado di reggere il peso di un debito molto alto perché hanno un alto livello di risparmi dei cittadini. Fino ad ora, i titoli di Stato giapponesi sono stati acquistati dall'interno per un sorprendente 95%. Altre nazioni invece crolleranno ancor prima di arrivare a quel 100 % che viene considerato soglia di allarme. Ecco dei passi tratti dal recente resoconto del Congressional Research Service...

È difficile prevedere a quale punto gli investitori riterranno insostenibile il detenere titoli di Stato. Alcune economie avanzate hanno dei rapporti debito / PIL superiori a quelli degli USA ed alcune di tali nazioni, in Europa, hanno visto di recente i propri costi finanziari (tassi) salire al punto da essere incapaci di finanziare il proprio debito ricorrendo esclusivamente ai mercati privati.


D'altra parte, il Giappone, che è quella fra le economie avanzate che ha il più alto valore debito / PIL, rimane in grado di finanziare il proprio debito ad un costo estremamente basso.
Quando il governo ammassa un alto debito, scherza col fuoco. Puoi ammassare delle montagne di debito governativo, ma solo per un tempo relativo, perché alla fine quel debito ti sommergerà.

Negli ultimi 10 anni, il debito nazionale USA è cresciuto alla media del 9,3% l'anno, mentre l'economia è cresciuta alla media del solo 1,8% l'anno. Una situazione per definizione. insostenibile

Per questa abbuffata di debito che il governo USA si è fatto nell'ultimo decennio, ci sarà da pagare un prezzo tremendo. Durante il primo mandato di Barack Obama, l'ammontare di nuovo debito che è stato accumulato dal governo federale equivale a 50.521 dollari per ogni singola famiglia degli Stati Uniti. La cosa è completamente folle.

Difficile da credere, ma abbiamo accumulato più nuovo debito governativo sotto Obama di quanto non sia stato fatto partendo dall'amministrazione di George Washington e finendo con quella Clinton, messe insieme. E la maggior parte degli americani si rende conto che è in atto qualcosa di profondamente sbagliato: da un recente sondaggio risulta che solo il 34% di loro ritiene che il Paese vada nella direzione giusta.

Se continueremo ad ammassare un simile debito, ad un certo punto arriverà una vera grande crisi e quando arriverà, ci sarà la devastazione nell'intero sistema finanziario globale. Per esempio, la maggior parte della gente non si rende conto del ruolo centrale giocato dal Tesoro USA sul mercato dei derivati. Ecco quanto postato recentemente su Zero Hedge...

Ma questa volta, se non si risolve nulla, la cosa sarà molto peggiore. Se gli USA perdono la tripla A, i mercati finanziari avranno davanti un rischio sistemico in quanto il Tesoro USA è uno dei maggiori collaterali usati dalle banche per tenere in piedi gli oltre 600 trilioni collocati sul mercato dei derivati.

Come può dirvi qualsiasi operatore del settore, quando viene messo in dubbio il valore dei tuoi collaterali, quelli che sono la tua controparte verranno a chiederti di mettere altri soldi a garanzia. Questo può produrre vendite in massa (come nel caso del fallimento Lehman) e le cose possono diventare tragiche in brevissimo tempo.
Se siete interessati a sapere di più sul pericolo posto al nostro sistema finanziario dai derivati, leggete: «The Coming Derivatives Panic That Will Destroy Global Financial Markets».

Anche in questo caso, nessuno sa esattamente quando esploderà la bolla del debito sovrano, ma se continuiamo lungo l'attuale strada la cosa sarà inevitabile.

Stando al Professor Carmen Reinhart, quando scoppierà questa bolla, le cose andranno a rotoli alla svelta...

«Sono meccanismi non lineari. Puoi aumentare il debito per un po', senza che accada nulla. Poi raggiungi il limite e bang' quello che sembrava un piccolissimo scossone fa crollare tutto».
Siete pronti?

Traduzione per EFFEDIEFFE.com a cura di Massimo Frulla, revisione di Lorenzo de Vita

Fonte > 
The Economic Collapse


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