I malaffari delle banche d'affari

20/1/2013 Bresciaoggi.it di Paolo Brera

 

Negli ultimi giorni sono uscite in contemporanea due notizie di quelle che facilitano moltissimo il lavoro a chi per mestiere esprime opinioni.


I fatti a volte parlano da soli e basta presentarli perché l'opinione sgorghi da sola. Prima notizia: Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno avuto un quarto trimestre 2012 tutto d'oro. Gli introiti di Goldman sono saliti del 50%, l'utile netto della sua divisione Investment Banking del 63%. Morgan negli introiti si è fermata a un incremento del 10%, ma il profitto dell'Ib è raddoppiato.


 L'utile netto complessivo 2012 è stato 7,5 miliardi di dollari per Goldman e 21,3 per Morgan. Seconda notizia: le stesse due banche hanno patteggiato in un processo in cui erano imputate di aver sbattuto fuori di casa, in violazione della legge, 220mila (due-cen-to-ven-ti-mi-la) famiglie che non riuscivano più a pagare le rate dei loro mutui. Le norme in vigore avrebbero invece dato loro il diritto di continuare ad abitare in casa propria. Goldman tirerà fuori 330 milioni di dollari e Morgan 227. Non sono noccioline.


Anche se, divise per il numero di famiglie danneggiate, fanno solo duemila euro circa per ciascuna. Goldman Sachs non è nuova a simili patteggiamenti. Nel 2010 chiuse un altro processo intentatole dalla Sec per aver venduto ai suoi clienti un derivato finanziario che sapeva essere privo di valore e oggetto di una speculazione al ribasso. Questo le costò, allora, 550 milioni di dollari. I suoi profitti, 13,4 miliardi di dollari nel 2009, scesero a 8,4 nel 2010.


 Che resta pur sempre un bel po' di soldi. Goldman Sachs era stata fra le principali responsabili del tracollo dei subprime. Ma aveva perso solo per un anno. Poi, grazie anche agli aiuti pubblici, si era rimessa in sesto. Dei soldi pubblici si serviva per operare sugli stessi derivati finanziari che avevano portato alla crisi, facendo profitti altissimi e pagando astronomici bonus.


Mentre nel contempo buttava fuori di casa per morosità, illegalmente, decine di migliaia di persone. Goldman poteva fare tutto ciò anche grazie alle ampie collusioni di cui godeva e gode nella politica e nel business. Molta gente importante ha lavorato in Goldman Sachs. Tre nomi a caso? Henry Paulson, ex segretario al Tesoro americano,


Mario Monti e Mario Draghi. A questo punto, c'è ancora bisogno di esprimere un'opinione? Non mi pare. I fatti parlano da soli.


Del resto, ve l'avevo detto fin dall'inizio.


Paolo Brera rerum.scriptor@yahoo.fr


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