20 gennaio 2013

20/1/2013 Camillo Langone il foglio

 

Uno degli arrestati di Parma, Luigi Villani, oltre che consigliere regionale Pdl era ed è mio amico.


 Mi dispiace per lui e mi dispiace per me: lo avrei marcato stretto, avessi saputo che poteva dirottare denaro pubblico sul mio conto corrente. In questi anni, invece, mi sono limitato a farmi offrire due o forse tre aperitivi (sperando che non sia concorso in peculato).


 Non parlerò del procuratore in loden Gerardo Laguardia: i miei soldi preferisco spenderli nei ristoranti, non nei tribunali. Non parlerò nemmeno della giustizia a orologeria: è storia antica (già presente nel "Satyricon" di Petronio Arbitro) e chi non l'ha capita finora non la capirà mai.


Parlerò pertanto di un dettaglio, l'articolo maramaldesco uscito ieri sulla Stampa dove ho letto di un "patto scellerato che ha minato la libertà di informazione trasformando un quotidiano libero in un bollettino a favore del sindaco".


Dovevano essere messi molto male, i pidiellini di Parma, se davvero si erano ridotti a pagare l'editore di Polis affinché Polis scrivesse bene di loro: non ricordo di avere mai letto Polis in vita mia, non conosco persone che leggano Polis, non ho mai sentito persone chiedere Polis in edicola.


Un giornale senza lettori che cosa conta e, soprattutto, come può essere libero? A parte che in Italia non sono liberi nemmeno i giornali con lettori, dipendendo l'informazione tutta (cartacea o elettronica cambia poco) da editori impuri e/o inserzionisti privati e/o contributori pubblici.


Che provi a smentirmi, il quotidiano torinese già soprannominato "La Busiarda", concedendomi nei prossimi giorni un adeguato spazio in cui scrivere ciò che penso di Marchionne, dei suoi metodi e dei suoi modelli.


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