PASSIAMO IN RASSEGNA GLI AGGHIACCIANTI VIDEO CON CUI BERSANI, MARONI, LA RUSSA, INGROIA, SAMORI', ECCETERA COMINCIANO A POPOLARE IL WEB

Spin Doctor per Dagospia 18/1/2013

 

 MONTI COMMUNICATION, OSTAGGIO DI TRE GRAZIe - . . MA È POSSIBILE CHE NON SI TROVI UN FILM MAKER CHE, ANCHE A BASSO COSTO, SAPPIA MONTARE VIDEO E IMMAGINI?

Chi sono gli spin doctor dei candidati? Difficile dirlo. Stanno nell'ombra, cambiano spesso, e ogni leader ha il suo modo di farsi assistere nella delicata arte della comunicazione.


Monti, il cui inner circle è piuttosto impenetrabile, si circonda di pochi: in testa certamente la tostissima moglie Elsa, che a sentir gli "addetti ai livori" milanesi è la spin in gonnella che ha spinto Monti a diventare ‘'cattivo".


Non serve ma apparecchia (le cene meneghine) l'incantevole Roberta Furcolo, moglie di Alberto Nagel, gran manager di Mediobanca; infine, la storica portavoce Betty "Mafalda" Olivi. Una dotazione forse insufficiente, al punto che, in occasione della campagna, gli saranno d'aiuto anche i nuovi innesti dell'ex bananas Mario Sechi e Lelio Alfonso, vecchia arnesi della comunicazione.

Culatello, oltre la sempre ridente (anche troppo) portavoce per le primarie Alessandra Moretti, si fa consigliare dallo storico Miguel Gotor. Ma chi veramente gli sta vicino e offre la maggior parte degli spin è il bravo Stefano Di Traglia, suo portavoce da tempo.


Berlusconi va sull'usato sicuro, anche perché pochi hanno più talento di lui nella comunicazione: la doppia B (Bondi Bonaiuti) resta in sella, con la supervisione di Mauro Crippa (Mediaset) e Paolo Del Debbio e l'aiuto di Antonio Palmieri per il web.

Casini ormai si affida sempre di più al fighetto rampante Rao, che al talento del giornalista abbina un uso d'avanguardia dei social media, soprattutto Twitter.

Grillo, lo sappiamo, è assistito (o manovrato?) da Casaleggio. Aspettiamo di capire chi consigli Ingroia. Sospettiamo che non sia nessuno.

Se i simboli elettorali ci hanno deliziato (a proposito, Tremonti ha cambiato il suo agghiacciante logo 3L), se i cartelloni ci continueranno a far godere, da buoni esperti di comunicazione non possiamo non guardare ai video con cui i candidati cominciano a popolare il web.

Andiamo con ordine. Come i suoi predecessori anche Culatello Bersani si affida a un grande cantautore per dare una colonna sonora alla campagna. Dopo Vasco e Fossati, dopo Jovanotti e De Gregori, tocca alla mamma cinquantenne Gianna Nannini dare un tocco un po' popolare, un po' snob e un po' lesbo-giovanile. Non guasta mai nella ricerca di consensi.

La canzone è bella, peccato che sia rovinata dall'album delle figurine di zio Pierluigi che gli scorrono sotto. Ma è possibile che non si trovi un film maker che, anche a basso costo, sappia montare video e immagini? E poi perché non trovare un fotografo con un po' di passione e di visione? La differenza si vede. Confrontate le immagini di Culatello con quelle del grande fotografo Pete Souza per Barak Obama. E decidete voi.


Ben fatto tecnicamente, ma soprattutto con una idea vincente lo spot di Maroni per la presidenza della Lombardia. Dal messaggio scompaiono sia la crisi, sia i temi classici della Lega, girati in positivo per lasciare spazio ad un orgoglio lombardo molto postmoderno. Dovrebbero dargli un'occhiata i candidati nazionali, potrebbero trarne ispirazione. Unico neo: il riferimento da operetta alla bucolica Svizzera con mucche e funicolare.



 

Gianpiero Samorì con questo video potrebbe correre per un Comune della bassa padana. Scontato come una compilation di foto delle vacanze, banale come il compito di uno studente delle elementari alle prime armi con il computer.



Piacerà agli ottantenni il video di Fratelli d'Italia, che svela il passato da ministro della Difesa del suo leader Ignazio La Russa. Patria, Sovranità, Libertà, Famiglia, Tradizione, Legalità sono le parole chiave che nelle intenzioni vorrebbero riaccendere il fuoco della passione politica. Ma le immagini sono mal montate e un po' pretestuose (da Cristo a Falcone, dalle Frecce Tricolore al muro di Berlino, senza un'idea che le unisca davvero). A chiudere una frase di Tolkien. Buono per i raduni nei boschi dei nostalgici della marcia su Roma. Sfugge il filo conduttore e soprattutto perché votarli.



Ingroia, il Grillo dei poveri. Registra nella cucina di casa sua, con un cellulare con pochi pixel. Anonimo lui, anonimo il messaggio. Una vera chicca quando mostrando l'immagine di Pelizza da Volpedo dice che "questa gente siamo noi". Ma come se erano contadini dell'800... Da rifare.


Moscia l'ultima canzone del PDL, ma succulento l'uso della modalità karaoke.


Alla fin fine il videoclip più geniale di queste elezioni resta quello del partito lotteria:






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