Saldi di fine stagione - Francia, Olanda e Germania svendono le scorte inutilizzate del vaccino contro l'influenza suina

07/01/10 di Massimo Pozzoli

Il Santo Padre, rivolgendosi ai fedeli nel corso dell’Angelus della prima domenica del 2010, ha esortato tutti a non fondare le proprie speranze su “improbabili pronostici” e anche sulle “previsioni degli economisti” ricordando come il futuro sia nelle mani del Padre Eterno e anche dell’uomo quando questo agisce in conformità ai disegni divini.

Alcuni commentatori hanno ipotizzato che il papa si riferisse ai maghi ed indovini che ogni capodanno imperversano con il loro oroscopi. Tuttavia, anche se molto improbabile, non si  può escludere in assoluto qualche riferimento agli epidemiologi, i biostatistici e gli esperti  degli organismi internazionali di sanità che, nell’aprile del 2009, a seguito dei primi casi di influenza suina manifestatisi in Messico,  vaticinarono una pandemia dalle conseguenze catastrofiche, ingenerando nell’opinione pubblica un panico indescrivibile. I media hanno poi fatto il resto nel provocare una sorta di isteria collettiva, enfatizzando i pochi casi fatali associati alla malattia e mostrando in modo ossessivo le immagini di  gente comune che indossava pubblicamente mascherine protettive.


In quei giorni noi abbiamo riportato sul nostro sito la traduzione di un articolo del Senatore Ron Paul ( vedi l’ articolo“Quando lo stato gioca a fare il dottore”), membro del    Congresso degli Stati Uniti, e medico in pensione che, in base a semplici considerazioni di buon senso, giudicava l’allarme eccessivo e sosteneva coraggiosamente che non v’era  alcuna ragione di comportarsi con l’influenza suina in modo diverso da quello  utilizzato per l’influenza comune. In contrasto con queste sagge considerazioni,  gli organismi sanitari internazionali ed i media  continuarono ad alimentare  l’ansietà del pubblico. Poichè il vaccino non era ancora disponibile i governi e talora anche i privati cittadini si porecipitarono ad acquistare ingenti quantità di farmaci antivirali (la cui efficacia nel prevenire le complicanze respiratorie dell’influenza e stata , tra l’altro, messa in dubbio da una recente revisione del database Cochrane).. Bisogna riconoscere che, da questo punto di vista, in Italia la situazione è stata gestita con maggior senno che altrove, anche grazie all’aspetto rassicurante di Topo Gigio che, dagli schermi televisivi, diffondeva messaggi tutto sommato equilibrati.     

Dopo molti ritardi, la febbrile attesa di un vaccino efficace si è conclusa lo scorso autunno quando l’epidemia già dava l’impressione di rallentare ed il decorso della malattia si  confermava generalmente benigno. A questo punto, nonostante la martellante campagna di informazione nella quale si paventava possibilità di una mutazione del virus H1 N1 in una forma più virulenta, i programmi di vaccinazione di massa, contro ogni aspettativa, si sono  risolti in un fiasco completo in tutta Europa. In Francia, ad esempio, dove erano state acquistate 90 milioni di dosi, spendendo 869 milioni di €, solo 6 milioni di cittadini sono stati immunizzati (1). In Italia, secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute, al 22 dicembre del 2009 solo 820.465 persone su un totale di 7 milioni di dosi distribuite sono state sottoposte a vaccinazione. Tra questi meno del 50% dei  medici, uno dei gruppi a maggior rischio di contagio e, teoricamente, il più consapevole dell’utilità dell’immunizzazione.

Le ragioni di questo incredibile “flop” sono attualmente oggetto di intenso dibattito nella comunità scientifica (2,3) e varie spiegazioni sono state proposte. In primo luogo, un ruolo importante sembra aver giocato il fatto che la diffusione della malattia e la sua gravità si sono dimostrate di gran lunga inferiori alle previsioni (4). Il Ministero della Salute riporta in Italia  una percentuale di letalità di soltanto 0.0048 %, per lo più limitata a pazienti già compromessi da altre gravi patologie. In secondo luogo, informazioni contraddittorie e i dubbi sulla sicurezza dei vaccini (in particolare di quelli addizionati con adiuvanti), hanno minato la fiducia del pubblico. Basti pensare ai sospetti, più o meno giustificati, determinati da notizie  come quella che, mentre i cittadini comuni ricevevano un vaccino con adiuvante, i membri del governo tedesco e dell’alta burocrazia venivano immunizzati con vaccino senza adiuvanti o quella che in Francia le dosi del vaccino potevano essere dimezzate senza comprometterne l’efficacia. Infine, è verosimile che il pubblico abbia reagito seguendo il prevedibile meccanismo psicologico di rifiuto che colpisce chi  è ripetutamente   sollecitato da un continuo “gridare al lupo “.  E' un fatto che le autorità sanitarie in più occasioni anche in passato abbiano lanciato allarmi rivelatisi, alla prova dei fatti,  invariabilmente eccessivi.     

Oggi Francia, Olanda e Germania si apprestano a svendere il surplus dei vaccini a varie nazioni asiatiche  e africane, gridando allo scampato pericolo, ma ammettendo implicitamente l’errore nelle previsioni degli esperti.  In controtendenza l’OMS, lo scorso 31 dicembre ha dichiarato prematuro considerare la pandemia finita (5). Che pensare? Forse varrà la pena di  tenerci alla larga dagli “improbabili pronostici” degli esperti e sperare in un buon 2010 .

  

Massimo Pozzoli      07/01/2010


1)      “France joins Europe flu vaccine sell-off” AFP 04-01-2010

2)      “The emotional Epidemiology of H1N1 Influenza vaccination” N Engl J Med 31 dec  2009

3)      “Crying wolf” BMJ 2009; 339

4)      “Swine flu   has been considerably lethal than fared : says Donaldson” BMJ 2009; 339: b5568

5)      “Too early to declare H1N1 swine flu pandemic over; says WHO chief” BMJ 2009;339:b5681

 
topoGIGIO
topoGIGIO.jpg (24,51 Kb)
topoGIGIO
 
Immagine 1

Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I più letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext