Banche Zombi e governi vampiri: ecco come opera la BCE

24/3/2012 Di Carlo Meneghini per movimentolibertario.com

I problemi dei paesi PIIGS sono gravosi, ma la resa dei conti arriverà solo quando anche i Paesi ritenuti solvibili dovranno pagare più elevati tassi d'interesse per il loro debito. Fino a quel momento - come ha spiegato Gay North - i Governi-vampiro continueranno ad affondare le mani nelle tasche delle popolazioni profondamente addormentate in una sorta di coma-farmacologico e non si accorgono che gli stanno aspirando lo spirito vitale.


Col termine "Banche-zombi" s'intendono le banche che si rifiutano di concedere credito al settore privato. Sono gestite da banchieri timorosi che hanno paura di aver a che fare con altri banchieri. Non si fidano neppure della maggior parte dei loro clienti. La leggenda vuole che gli zombi sopravvivono nutrendosi del cervello delle loro vittime. Sembra che le banche-zombi abbiano adottato una dieta alimentare basata sulla massa grigia di altre banche e dei manager dei fondi d'investimento.


Fornero, con dieci bodyguard Ma non si possono tagliare?

24/3/2012 Tratto da Libero.it


Elsa avvistata in una boutique di Torino per comprare scarpe. Con lei dieci uomini e quattro auto di scorta. Non sarà un po' troppo?

Il deputato leghista Stefano Allasia s'è presentato alla Camera con la notizia pubblicata  da Lo Spiffero, piccolo giornale online piemontese: "Elsa Fornero, per comprarsi un paio di scarpe in una boutique di Torino, s'è fatta accompagnare da dieci uomini e quattro automobili di scorta. È fuori luogo - bacchetta Allasia - specie sapendo che il ministro si sta occupando della riforma del lavoro". Probabilmente, la professoressa si è commossa al pensiero che tutti quegli uomini potessero restare a casa. Però il fatto che il ministro delle Lacrime si sia fatta accompagnare in negozio praticamente da un'intera squadra da calcio fa un po' arrabbiare. Ma come? Elsa agli esordi al governo piange in conferenza stampe per i tagli alle pensioni e non taglia nemmeno un decimo dei suoi bodyguard. Chissà se con il nuovo articolo 18 si prenderà la briga di licenziarne qualcuno: dieci paiono veramente troppi...


Stanno dando l'Olio Santo all'Italia. I Funerali previsti per l'Estate.

24/3/2012 Di Giuseppe Mela per Rischiocalcolato.it

 

Come tutti i moribondi che si rispettano, anche l'Italia ha reagito dapprima positivamente all'ultima trasfusione di sangue che le é stato somministrato dalla Bce, in flaconi da LTRO. Tuttavia il beneficio è durato solo il tempo necessario perché si capisse che la trasfusione non era di sangue compatibile: la reazione di rigetto é iniziata.

Gli Stati in coma finanziario da intossicazione cronica riacutizzata da deficit e debito aggregato - sovrano, delle imprese e delle famiglie - non traggono alcun giovamento dal contrarre nuovi e maggiori debiti per ripianare i vecchi. Almeno i più vistosi.

L'Istat, nella sua funzione di Sommo Sacerdote, ha quindi celebrato la mesta Liturgia dell'Unzione degli Infermi, per accompagnarla alla buona morte. Lo ha fatto ovviamente a modo suo: con uno scarno ed asettico comunicato. Tutto il Governo assisteva compito al travaglio della cara moribonda. Deponeva accanto ed ai piede della moribonda pacchetti di tasse, balzelli, imposizioni, tributi, e nel turibolo bruciava non già incenso ma denaro del contribuente.


Hemingway, la mia vita per una barca

Di Stenio Solinas per Il Giornale

La barca di Hemingway si chiamava Pilar, come la figlia che avrebbe voluto avere. Ebbe invece tre maschi, per sempre schiacciati dal peso del suo mito. Il più giovane di essi, Gregory, il più talentuoso agli occhi del padre, pluri-divorziato e transessuale, morì d'infarto dieci anni fa fra le quattro mura di un carcere femminile dove, registrato come Gloria, era finito per atti osceni e resistenza a pubblico ufficiale.  Ingrandisci immagineTutto nella vita degli Hemingway sa di morte. Si sparò il padre di Ernest, Clarence, si suicidarono per overdose di barbiturici due delle sorelle, Ura e Marcelline, si sparò il fratello minore, Leicester, e quanto a Ernest, lo scrittore, la fine è nota. Eppure, niente come in quelle esistenze, sa di vita, racconta di un combattimento per la vita e con la vita intorno a un io ipertrofico che le accomuna e le annulla, si illude di trionfare e invece crolla. «A me la vita piace molto» aveva scritto Ernest quando era ancora giovane e già famoso: «Perciò sarà veramente uno schifo quando dovrò spararmi».

'QUATTEO CASI DI MESSIANISMO CONCLAMATO O 'SINDROME DEL PREDICATORE': CELENTANO, BENIGNI, BEPPE GRILLO E SABINA GUZZANTI'

24/3/2012 Tratto da Dagospia.com

1- LA MATITA DI STEFANO DISEGNI SVELA "QUATTEO CASI DI MESSIANISMO CONCLAMATO O ‘SINDROME DEL PREDICATORE': CELENTANO, BENIGNI, BEPPE E SABINA GUZZANTI - 2- "CELENTANO HA FATTO L'ULTIMA CANZONE ASCOLTABILE TRENT'ANNI FA. DA ALLORA GLI È PARTITO LO SPROLOQUIO E NON S'È FERMATO PIÙ. BENIGNI NON FA PIÙ RIDERE DA ALMENO 15 ANNI E I SUOI FILM SONO STATI UNA PIETRA TOMBALE. DA ALLORA PARLA COME IL PAPA, DISPENSA MESSAGGI EDIFICANTI E LEGGE PURE LE ISTRUZIONI DELLA LAVATRICE TANTO LO PAGANO ORO. DI GRILLO COMICO S'È PERSO ADDIRITTURA IL RICORDO, ALCUNI NEGAZIONISTI SOSTENGONO NON SIA MAI ESISTITO. MA È CERTO CHE CE LO SIAMO RITROVATO PROFETA E FUSTIGATORE. LA GUZZANTI HA FATTO MOLTO RIDERE. ERA BRAVA, SURREALE. VENT'ANNI FA. POI LA SINDROME MESSIANICA L'HA DEVASTATA ED È DIVENTATA LA TETRA COMIZIANTE DI OGGI" -


Dalla vignetta di Stefano Disegni per "Sette"


EUROPA IN GINOCCHIO

24/3/2012 Tratto da Dagospia.com

EUROPA IN GINOCCHIO - LA CRISI SI ABBATTE ANCHE SU GERMANIA E FRANCIA, E SI PORTA DIETRO LA CINA, PRIMO PARTNER COMMERCIALE, CHE REGISTRA UNA FLESSIONE PER IL QUINTO MESE CONSECUTIVO - LA RECESSIONE TECNICA È ORMAI REALTÀ IN DIVERSI PAESI - UNA SITUAZIONE CHE FAVORISCE GLI STATI UNITI: MENTRE L'EURO PERDE COLPI, IL DOLLARO SALE...





Gianluca Di Donfrancesco per "Il Sole 24 Ore"


La frenata dell'economia non risparmia più nessuno e colpisce anche il settore manifatturiero tedesco. Le stime flash dell'indice Pmi dell'Eurozona, un indicatore che anticipa l'andamento del Pil, registrano una flessione a marzo, con il parametro composito (manifatturiero e servizi) a quota 48,7 da 49,7 di febbraio, quando già aveva accusato un calo. Bruciato il recupero sopra soglia 50 messo a segno a gennaio.


DALL'ARCHIVIO - Massimo Fini

1982/2007PerchŔ il pallone va a morire

Nel 1982 quando in Italia, dopo la vittoria ai campionati del mondo in Spagna, fu introdotto il terzo straniero, previdi in un articolo sul Corriere dello Sport che il calcio sarebbe andato fatalmente a morire . Ma non avrei mai pensato che avrei assistito alla sua fine. Pensavo a tempi molto più lunghi dato il grande fascino che questo gioco ha sempre esercitato. Il calcio va a morire non perché l'altro giorno nell'antistadio di Catania, in un tafferugli fra tifosi di parte avversa, è stato ucciso un poliziotto, ma perché si è completamente snaturato e fra le conseguenze di questo snaturamento, in concausa con altri profondi mutamenti della società, c'è anche la violenza negli stadi. Questa grande festa nazional popolare, interclassista, che ne sostituiva altre, cadute in disuso, è stata trasformata in un gigantesco business che ne ha travolto i motivi rituali, mitici, simbolici, identitari che per quasi un secolo aveva no fatto la sua fortuna. L'economico si è divorato tutto. Fine del rito domenicale con partite spalmate su quattro giorni e in orari diversi per favorire gli interessi televisivi, calcio, calcio parlato, con toni grotteschi, fra il serioso e l'esasperato, per tutta la settimana, canali Tv e Radio spoecializzati su questa o quella squadra 24 ore su 24, fine del subrito, anch'esso socializzante, della schedina giocata al bar il sabato, giocatori che cambiano casacca da un anno all'altro o nello stesso campionato, squadre che giocano con undici stranieri, trasferimenti e ingaggi a prezzi da capogiro, campioni che invece di limitarsi ad assere Dei sul campo diventano sponsor di questo o quel prodotto , protagonisti del gossip quotidiano e opinion maker, maglie che non son più quelle tradizionali ma, in trasferta, cambiano colori, sempre per esigenze degli sponsor.

DIETRO IL COLPO DI SCENA, UN COLPO DI STATO?

24/3/2012 Tratto da Dagospia.com

Marco Del Corona per il "Corriere della Sera"

 

WEN JIABAO

l golpe che non c'è stato ha fatto una vittima. Sotto i colpi di indiscrezioni e sospetti, è stramazzata l'opaca monotonia che accompagna la routine politica della Cina. Non era stata una cosa normale, in febbraio, la fuga dell'ex capo della polizia di Chongqing, Wang Lijun, in un consolato Usa.

Inusuale pure la rimozione del suo ex mentore Bo Xilai, potente e ambizioso segretario del Partito di Chongqing, meno di 24 ore dopo che il premier Wen Jiabao ne aveva demolito, senza citarlo, gli ammiccamenti alla Rivoluzione Culturale. La somma di due eventi eccentrici ha innescato curiosità e dubbi che hanno intaccato la distante sacralità dei leader.


I blocchi on line alla ricerca di nomi e termini sensibili sono solo il contorno di un nervosismo che si alimenta nell'attesa del congresso del Partito comunista (in autunno dovrà rinnovare 7 su 9 membri del comitato permanente del Politburo, cuore del potere). I microblog scavalcano la censura ribattezzando Wen «Teletubby» e Bo «pomodoro». Le notizie, inverificabili, saldano le tensioni al vertice con gli sviluppi del caso Chongqing.


TUTTI I GIORNALI CONTRO GRILLO

24/3/2013 Tratto da Dagospia.com

Da "Corriere della Sera"

Beppe Grillo, che da tempo chiama il premier «rigor Montis», ora lo ha raffigurato in una bara. Il comico, leader del Movimento 5 stelle, ha pubblicato sul suo blog un fotomontaggio con Monti all'interno di una bara a forma di auto con scritto «articolo 18». Severa la reazione di Pier Ferdinando Casini: «Rende l'idea della violenza morale e politica di alcuni: gli avversari sono nemici da abbattere. Vergogna!». «Grillo è un caso umano», dice il capogruppo pdl al Senato Maurizio Gasparri. Mentre Di Pietro sottolinea: «Il Paese va male non per la satira di Grillo ma per gli interventi di Monti».


Michele Brambilla per "la Stampa"

Beppe Grillo, che una volta faceva ridere, ieri ha messo sulla home page del suo sito una foto di Mario Monti all'interno di una cassa da morto con scritto «articolo 18». Forse per mandare un altro segnale subliminale, la bara ha la forma di un'automobile. A scanso di equivoci, comunque, il presidente del Consiglio viene chiamato Rigor Montis


Il Rasoio di Monti

24/3/2013 Tratto da Beppegrillo.it

Era una giornata di primavera. Il sole caldo di Roma anticipava già l'estate. Il secondo Vday di Torino era alle spalle. Ero stato invitato dall'ambasciata americana a Roma per una colazione. Mai successo in vita mia. Accettai. Intorno alla tavola apparecchiata in una sala inondata dalla luce c'erano una decina di persone. Gentili, affabili ma soprattutto curiose sulle ragioni della nascita improvvisa di un movimento politico. Mi stupirono. Rivelarono di leggere sempre gli articoli del blog e di aver inserito il post giornaliero nella loro rassegna stampa. Nella conversazione menzionai soprappensiero "Topo Gigio..." e, quando cercai di spiegare chi fosse, un funzionario esclamò "We know who is Topo Gigio, is Walter Veltroni!". Belin, che soddisfazione.

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