L'Italia Ŕ nella cacca e torna a prendersela con i tedeschi

7/8/2012 di GILBERTO ONETO lindipendenza.com

Quando è nella cacca (e cioè quasi sempre), il patriottismo italiano si inventa qualche nemico esterno, qualche fellone che vuole invadere, derubare, vilipendere l'amato Stivale. La parte è toccata in 150 anni a molti: Francia, Jugoslavia, la Grecia cui spezzare le reni, il povero Negus. E come dimenticare la "perfida Albione"?


Il "cattivo" più gettonato però parla tedesco. Da Cecco Beppe in poi, per solida tradizione risorgimentale, i crucchi sono il più feroce e duraturo nemico della patria: per loro qualche pistola si è addirittura inventato la figura del "nemico tradizionale", all'interno della quale ha infilato di volta in volta austriaci, tedeschi, sudtirolesi e anche qualche svizzero, in pittoresca ma patriottica confusione.


parte 2 - I pericoli della mondializzazione

Serge Latouche - movimentozero.org

È necessario dire due parole per comprendere quale sia la posta in gioco.

1. Lo sviluppo del potere delle società multinazionali
Le multinazionali, come il mercato, esistono dalla fine del medioevo. Jacques Coeur, i Fugger, la banca dei Medici, le grandi compagnie delle Indie, per citare solo alcuni fra gli esempi più celebri, sono imprese di commercio impiantate in diversi continenti e il cui traffico commerciale ha come orizzonte il mondo. E, fatto nuovo, a partire dagli anni '70, non solo si mondializzano sistematicamente il capitale commerciale e bancario, dando origine al mercato finanziario mondiale, ma si mondializza anche il capitale industriale.
Renault fa fabbricare i suoi motori in Spagna. I computer IBM sono fabbricati in Indonesia, montati a Saint Omer, venduti negli Stati Uniti, ecc.

Parte 1 - I pericoli della mondializzazione

Serge Latouche Da movimentozero.org

«L'anno scorso eravamo sull'orlo del baratro; quest'anno abbiamo fatto un gran passo in avanti.»

Questo sproposito, detto da un ministro algerino qualche anno fa, rivela in pieno lo spirito dell'epoca. La fede nel progresso ci coinvolge al punto da farci diventare inconcepibile il non andare avanti. Così ci ritroviamo a bordo di un bolide, che non ha retromarcia, né freni, né conducente. Non occorre essere profeti per prevedere il futuro di questa megamacchina. Essa può solo fracassarsi contro un muro o sprofondare in un precipizio. Le mucche pazze, le modificazioni genetiche e altri cloni non sono altro che i primi segni della grande implosione. La mondializzazione partecipa pienamente alla natura di questo processo.

Reportage. Crisi dei mutui senza fine. Il sogno americano? per noi Ŕ diventato un incubo

Enzo Miglino 4/8/2012 per linkiesta.it

Deborah Harris vive a sud-est di Washington. Fa l'infermiera. Nel 2008 si è rotta la schiena e non è riuscita a pagare le rate del mutuo per quattro mesi. Quanto è bastato a JP Morgan per pignorarle la casa. Come lei, tra il 2008 e il 2010, 3 milioni di americani. Tra loro molti afroamericani, considerati dalle banche meno affidabili dei "bianchi" e quindi discriminati con rate più elevate. Ecco le loro storie, che pesano come macigni a meno di 100 giorni dalle elezioni Usa. 

UNHAPPY FAMILIES: IL PORTOGALLO

6/8/2012 Alberto Bagnai Fonte: http://goofynomics.blogspot.it

Come stiano le cose lo sapete: le crisi fotocopia, delle quali vi ho descritto il meccanismo qui, qui, e qui, prevedono una fase espansiva, nella quale la periferia si indebita coi soldi del centro per comprare i beni del centro, e una recessiva, nella quale la bolla scoppia.

Questa fase, come sapete se avete letto Frenkel, si conclude generalmente con una crisi valutaria. Gli speculatori, seguendo il meccanismo che ho descritto qui e qui, giocano al ribasso sulla valuta del paese fragilizzato dal debito estero, vendendone grandi quantitativi. La Banca centrale prova a "difendere" il cambio assorbendo l'eccesso di offerta di valuta nazionale, cioè vende, di fatto, valuta estera a un prezzo calmierato (il cambio fisso) agli speculatori, per sostenere il prezzo della valuta nazionale. Quando le riserve di valuta estera nelle casse della Banca centrale (le riserve ufficiali) finiscono, si è costretti a svalutare, e gli speculatori, tutti contenti, rivendono la valuta estera per comprare valuta nazionale a un prezzo molto inferiore (ricevendone quindi molta di più).

EDITORIA - SELVAGGI CON IL TELEFONINO

Di Maurizio Blondet

EDITO: EFFEDIEFFE

http://www.effedieffeshop.com/product.php~idx~~~1272~~datasetpointer~~~4~~Selvaggi+con+telefonino~.htmlContenuto

CONTENUTO

Il testo descrive, in modo suggestivo, un' antichissima società umana, collocabile all'inizio del tempo, molto progredita spiritualmente, socialmente e tecnologicamente; la sua repentina caduta; la lenta, faticosa, risalita fino agli elevati livelli della nostra civiltà europea di qualche decennio fa; poi nuovamente un declino, che si avvicina al crollo, e siamo nella realtà di oggi. Il selvaggio col telefonino è l'immagine del nostro scadimento come popolo: non è che torniamo alla barbarie (magari), ma affondiamo ogni giorno di più nell'amoralità, nella volgarità, nella bassezza soddisfatta, nell'ignoranza compiaciuta, nella grettezza e mancanza di rigore - mentale prima che morale.


Eco, cattivo maestro dai testi di piombo

Marcello Veneziani - Lun, 06/08/2012 PER iL gIORNALE

L'Eco di quarant'anni fa torna a bussare in libreria. Lo ristampa Bompiani e viene riproposto col suo titolo anodino, Il costume di casa, e un sottotitolo allusivo: «Evidenze e misteri dell'ideologia italiana negli anni Sessanta» (pagg. 484, euro 10,90). Il libro è assai istruttivo, coincide con un'epoca cruciale che culmina nel '68 e poi si intristisce nei cupi anni seguenti. È un libro coevo, per capire il clima, alla firma di Umberto Eco apposta al manifesto di Lotta Continua contro il commissario Calabresi, poco dopo ucciso su mandato dei medesimi lottacontinuai.Pagine interessanti, non c'è dubbio, a tratti acute, da cui traggo quattro o cinque spunti utili per capire il presente.

DALL'ARCHIVIO - Basta chemio: non lo dice soltanto Di Bella

ANNO 2002 www.tzetze.it

 
Nel suo libro, Guida definitiva al cancro, il dottor Burton Gold-berg, direttore scientifico della rivista americana The Alternative Medi-cine, afferma che è necessario contrastare con forza l'asserzione della medicina ufficiale secondo cui la chemioterapia può sconfiggere il cancro. Nel libro, infatti, si sostiene che uno dei peggiori effetti collaterali della terapia chemioterapica è proprio il fatto che, statisticamente, aumenta la probabilità che insorgano metastasi. Questo significa che bisogna rassegnarsi a far progredire la malattia senza nemmeno provare con la chemioterapia?

Cancro: secondo 'Nature' la chemioterapia ne rafforza crescita e resistenza

AGI 06 Agosto 2012

PARIGI
- La chemioterapia usata da decenni per combattere il cancro in realta' puo' stimolare, nelle cellule sane circostanti, la secrezione di una proteina che sostiene la crescita e rende 'immune' il tumore a ulteriori trattamenti.

La scoperta, "del tutto inattesa", e' stata pubblicata sulla rivista Nature ed' e' frutto di uno studio statunitense sulle cellule del cancro alla prostata tesa ad accertare come mai queste ultime siano cosi' difficili da eliminare nel corpo umano mentre sono estremamente facili da uccidere in laboratorio.

Lo scandaloso talento di Gore Vidal

Alessandro Gnocchi - Gio, 02/08/2012 Il Giornale

 Morto a 86 anni lo scrittore e sceneggiatore. Le sue idee politiche erano bizzarre: Pearl Harbor è stata voluta da Roosvelt e l'11 settembre le istituzioni lasciarono fare


Nulla vieta, per fortuna, che un grande scrittore sposi idee politiche che a molti sembrano bizzarre. Gore Vidal, nipote di un senatore democratico dell'Oklahoma, e a sua volta candidato al Congresso per lo stesso partito, si è segnalato per una feroce vena critica verso gli Usa, talvolta sfociata nel complottismo.


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