Riforma-lavoro? Non la voterei. Tagli di spesa? Questi e altri, per meno tasse a lavoro e impresa

07/04/2012 Di Oscar Giannino per Chicago-blog.it

Ho appena appreso con soddisfazione che domani il senatore Nicola Rossi, presidente dell'Istituto Bruno Leoni, annuncerà motivando in un'intervista al Sole il suo no alla riforma del mercato del lavoro. Per come essa ha preso forma definitiva ieri, io non la voterei. Resta tutto il giro di vite alla flessibilità in entrata, mentre il giudice con la sua piena discrezionalità domina in ogni forma di licenziamento. Il finanziamento al sussidio universale di disoccupazione resta largamente inadeguato a renderlo appunto universale. I contributi salgono, invece di scendere per il lavoro e per l'impresa. In più, sui aggiunge come pessima trovata dell'ultimora la nuova sberla di due euro di tassa aggiuntiva per ogni passeggero aereo, e di dieci punti in più per i proprietari di casa che non affittino a cedolare secca: nuove sberle fiscali per prendere dove si può, uno schifo ve-ro!  Non credo che ne verrà più occupazione, e spero di sbagliarmi perché Dio solo sa se ce ne sarebbe bisogno. I toni di Monti anche stamane mi sembrano sempre più enfaticamente simili a quelli berlusconiani.

DALL'ARCHIVIO - Travaglio : l'ex chirichetto di destra convertito da Micromega –

2007 Giancarlo Perna per Il Giornale - i ritratti al vetriolo di Perna

"Contrariamente al suo cognome che evoca le lacerazioni del dubbio, Marco Travaglio è un giornalista di granitiche certezze. Ne ha diverse che si riducono a una sola: i mali del mondo si sanano con la carcerazione che, in sciagurata assenza dei lavori forzati, si spera sia definitiva, ma è benvenuta anche se preventiva, successiva, accessoria o speciale. Il corollario è che Silvio Berlusconi, essendo il peggiore dei mali, sarà alla fine acciuffato dai giudici e terminerà al fresco i suoi giorni. Travaglio - pensa Travaglio - ha consacrato gli ultimi 15 anni e consacrerà i venturi per aiutare le toghe a conseguire l'obiettivo facendo da diligente ruota di scorta alle Eccellenze con articoli, libri, sermoni televisivi. Ora, si è dato perfino al cinematografo. Il giornalista compare infatti in Shooting Silvio, un cordiale film, attualmente nelle sale, in cui il protagonista, tale Kurtz, con l'ossessione del Cav, prima scrive un libro contro il tiranno, poi decide di ucciderlo. Nonostante le evidenti affinità - sia nell'odio cieco, sia nel mezzo usato per esprimerlo: il libro -, Travaglio non è Kurtz, ma solo una comparsa. Ruolo da quattro palanche, riscattato però dall'onore di rappresentare il simbolo vivente dell'antiberlusconismo militante.

DAGOREPORT

08/04/2012 Dagoreport da Dagospia.com

1- LE BOTTE IN TESTA CHE SI E' PRESO DAL ‘'RAGAZZINO'' ELKANN, DAGLI "ARZILLI VECCHIETTI" BAZOLI & GUZZETTI, DAL "FUNZIONARIO" DI MEDIOBANCA PAGLIARO E DAL CLINICO ROTELLI CALANO LA SARACINESCA SUI TESTICOLI DELLO SCARPARO DI DIVENTARE INSIEME AL PATRON DI ‘'REPUBBLICA'', CARLETTO DE BENEDETTI, UN PRINCIPE DELL'EDITORIA - 2- IL PROGETTO "CORRIERE DELLA SERA" E' FALLITO E ANCHE LUI, IL PICCOLO GLADIATORE DI CASETTE D'ETE E COMPAGNO DI MERENDA DI MONTEZEMOLO E MIELI LANCIA SEGNALI DI FUMO E DI TREGUA NELL'INTERVISTA CHE HA CONCESSO IERI AL CORRIERE - 3- MA E' SOLO UN MODO PER RACCOGLIERE LE FORZE PER LA PROSSIMA BATTAGLIA DENTRO MEDIOBANCA. SAPPIAMO TUTTI CHE TRA QUALCHE MESE FARAI SCORRERE IL SANGUE A PIAZZETTA CUCCIA E TI AUGURIAMO CHE FINISCA MEGLIO DI QUELLA DELLE GENERALI DOVE NEL CESTO HAI MESSO CON L'AIUTO DECISIVO DEL TRIO NAGEL-TREMONTI-PELLICCIOLI, LA TESTA DI GERONZI E LA MEDIOCRITA' AUREA DI PERISSINOTTO -

IL CIMITERO DI ATENE

06/04/2012 Tratto da Dagospia.com

IL CIMITERO DI ATENE - DALL'INIZIO DEL 2010 SI SONO UCCISE OLTRE 1725 PERSONE - IERI IL SUICIDIO PLATEALE DI UN FARMACISTA IN PIAZZA SYNTAGMA GETTA LA GRECIA ANCORA DI PIÙ NELLO SCONFORTO: "NON TROVO ALTERNATIVE A UNA CONCLUSIONE DIGNITOSA PRIMA DI FINIRE A ROVISTARE TRA LA SPAZZATURA PER VIVERE" - LA DISOCCUPAZIONE ARRIVA AL 21% - ALLE PROSSIME ELEZIONI POTREBBE VINCERE LA SINISTRA ANTI-AUSTERITY, MENTRE IL PARTITO FASCISTA POTREBBE ENTRARE PER LA PRIMA VOLTA IN PARLAMENTO...

Vittorio Da Rold da "Il Sole 24 Ore"


Il farmacista in pensione che si è ucciso mercoledì mattina a piazza Syntagma, ad Atene, davanti al Parlamento è diventato un simbolo della sofferenza causata dalle politiche di austerità che hanno colpito tutta la popolazione greca. Dimitris Christoulas, il pensionato suicida di 77 anni, ha lasciato un biglietto in cui accusa il Governo Papademos di aver adottato misure di austerità che «hanno azzerato la mia capacità di sopravvivere, basata su una pensione rispettabile che avevo versato in 35 anni». «Non trovo alternative a una conclusione dignitosa prima di finire a rovistare tra la spazzatura per vivere», ha scritto nel messaggio di addio, di cui la stampa greca ha pubblicato ampi estratti.


LA PROPOSTA DEGLI OTIF

05/04/2012 Di Eugenio Benetazzo da eugeniobenetazzo.com

Forse non si desume dall'opinione pubblica occupata a osannare o denigrare il montismo come il nuovo fenomeno politico di portata mediatica, tuttavia la priorità nazionale non è l'art. 18 o il ridicolo sdegno della politica per le esternazioni di Calearo, quanto piuttosto la composizione e la detenzione dello stock di debito pubblico italiano. Attenzione, non mi sto riferendo alla dimensione elefantiaca dello stesso quanto invece a come e quanto in percentuale questo debito è detenuto. Sostanzialmente per farla breve un anno fa circa il 55% del debito pubblico italiano era nelle mani di operatori finanziari istituzionali (banche, fondi & company) tutti rigorosamente non residenti in Italia. Oggi questa percentuale è scesa al 45% grazie alle operazioni di LTRO della BCE che ha consentito alle banche italiane di acquistare una parte consistente del debito, sostenere le quotazioni e realizzare proventi straordinari (che hanno salvato non poco i bilanci delle stesse nello scorso esercizio).

Confessione pasquale a mezzo stampa

07/04/2012 Di Marcello Veneziani per il Giornale

Oggi vi avrei parlato della Pasqua dei Tecnici e delle Uova di Monti, che sono quadrate anziché ovali, perché i tecnici sono squadrati e non riuscendo a quadrare i conti ci provano con le uova. Ma parlare dei tecnici a Pasqua nun me regge la pompa , come dicono a Roma.

E allora, approfittando del precetto pasquale e delle sollecitazioni dei lettori, ho deciso di confessarmi a mezzo stampa. Sì, è vero come voi dite, non scrivo più editoriali, ma oscillo tra costume e teologia, scrivo agli estremi, satira e filosofia, corsivetti e paginone, cultura & cazzeggio. So che una nuoce all'altra ma non riesco a parlare del Nulla e del Vuoto mantenendo un contegno: riesco a vedere solo il lato comico o tragico, non vedo più il lato serio.
Aggiungo che da tempo ho mutato vita: non vado più in tv, non partecipo a dibattiti politici, mi sono dimesso da tutti i premi letterari e da incarichi pubblici, cda e menate varie; vivo in disparte o al mare, in volontario esilio, vivo per i libri che leggo e che scrivo, molto è cambiato anche nella vita privata.
In compenso ho preso qualche vizio presenile: da quando è vietato fumare ovunque, io, che non avevo mai fumato una sigaretta, fumo il sigaro rituale prima di dormire. E bevicchio pure, io che ero astemio.Ma il proibito mi fa quest'effetto, sin da ragazzo, perciò m'infascistai.
Devo la confessione a chi mi segue da 400 cucù e da 4mila anni. Serve per capire chi hai di fronte. Scusate, ma oggi era il centenario della morte di Pascoli e mi è scappato di mano il fanciullino.
Dicevamo i tecnici...


Preghiera 8 aprile 2012

8/4/2012 Di Camillo Langone per Il Foglio

Chi non mangia l'agnello mangia l'uomo. Del resto qualcosa bisognerà pur mettere sotto i denti, a Pasqua come negli altri giorni. Si consideri il fatto che gli animalisti mai e poi mai si scagliano contro la soppressione dei malati (vulgo eutanasia) o contro l'aborto. Non ricordo campagne della Fondazione Umberto Veronesi contro l'aborto selettivo, ormai dilagante anche in Italia per colpa dell'immigrazione indiana e cinese: quell'aborto che si mangia di preferenza le bambine. Il calo di vendite dell'abbacchio non c'entra con la crisi economica (un tempo si mangiava cicoria per mesi pur di concedersi un pranzo pasquale come Gesù comanda); c'entra con la crisi morale, un buco che comincia a formarsi nelle coscienze quando non si crede più nella sacralità dell'uomo e che si allarga quando si annuncia il taglio dei farmaci salvavita (notizia sui giornali di ieri). Chi non mangia l'agnello mangia l'uomo. E allora mangiatevi l'agnello, coi piselli.


Il Vangelo rinasce nei santuari

07/04/2012 Di Vittorio Messori ad vittoriomessori.it

Domenica di Pasqua. Per la fede, è l' evocazione della risurrezione di quel Gesù, crocifisso tre giorni prima, che -proprio uscendo dal sepolcro- mostra di essere il Cristo, il Messia annunciato dai profeti e atteso da  Israele. Molti, anche tra i credenti, hanno dimenticato che , per secoli, in confronto alla Pasqua il Natale fu una festa secondaria e che, ancora oggi, le Chiese orientali danno maggior risalto liturgico alla Epifania, segno della manifestazione di quel Messia a tutte le genti. E quanti, pur tra coloro che praticano la Messa, ricordano che la domenica si chiama così (Dies Domini, giorno del Signore) perché è il rinnovamento, 54 volte l'anno, di quel "giorno dopo il sabato" in cui avvenne il Grande Evento?

Un regalo meraviglioso alla nostra generazione: 'L'Evangelo come mi è stato rivelato' di Maria Valtorta

7/4/2012 Di Antonio Socci per antoniosocci.com

E' un paradosso, ma i moderni "non credenti" sembrano letteralmente affascinati da Gesù di Nazaret. Ernst Renan lo definisce "uomo incomparabile, grande al punto che non mi sentirei di contraddire coloro che lo chiamano Dio".

 Un altro intellettuale "anticristiano" Paul Louis Couchoud ammetteva:

"Nella mente degli uomini, nel mondo ideale che esiste sotto i crani, Gesù è incommensurabile. Le sue proporzioni sono fuori di paragone, il suo ordine di grandezza è appena concepibile. La storia di Occidente, dall'impero romano in poi, si ordina intorno a un fatto centrale, a un evento generatore: la rappresentazione collettiva di Gesù e della sua morte. Il resto è uscito di là o si è adattato a ciò. Tutto ciò che si è fatto in Occidente durante tanti secoli si è fatto all'ombra gigantesca della croce".


E tanto gli uomini desiderano saperne di più che spesso scrittori, registi, intellettuali danno sfogo alla fantasia per ricamare storie sui Vangeli, per inventare teorie o spesso balle e magari per produrre film, telefilm o spettacoli, solitamente di basso livello, ma che mietono grandi ascolti, perché - come dice la Chiesa - "tutta la terra desidera il Suo volto".


Prove tecniche di resurrezione

6/4/2012 Di Marcello Veneziani per Il Giornale

Alla resurrezione della carne stentano ormai a credere in tanti, credenti inclusi, anche se non lo ammettono. Se c'è una promessa della fede che oggi appare inverosimile a molti è proprio l'annuncio pasquale: la resurrezione dei morti nei loro corpi.


E' vista come una metafora per la rinascita spirituale, un simbolo dell'anima che si eterna, ma sempre meno come una concreta promessa, seppure rinviata al Giorno del Giudizio. Non a caso cresce pure tra i credenti il proposito di farsi cremare.


La Chiesa ne ha preso atto e ha mutato atteggiamento, accoglie la richiesta ma respinge poi la seconda parte dell'intento: la dispersione delle ceneri. Non l'accetta perché vuol salvaguardare l'unità della persona, seppur in cenere, che è la premessa alla resurrezione dei corpi. Ma nella società egoista, dopo tanto abuso di io in vita, cresce la rassegnata convinzione di perderlo post mortem. Si fa strada l'idea che l'io non sopravviva ma si annulli nel Tutto o nel Nulla e torni al grembo originario da cui prese corpo e vita. Morendo si ricongiungerà al cosmo, che per i materialisti è il mondo naturale e per gli spiritualisti è una sorta di energia o Anima mundi. Ma nel desiderio di spargere le ceneri c'è anche la ripugnanza di finire reclusi in una cassa, sottoterra.


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