LA CAMERA DEI SISTEMATI -

02/04/2012 Di Paolo Bracalini per Il Giornale tratto da dagospia.com

LA CAMERA DEI SISTEMATI - L'ONOREVOLE BARBATO, SPIONE IN INCOGNITO, SVELA, GRAZIE A UNA TELECAMERA NASCOSTA, COSA SI CELA AI PIANI ALTI DI MONTECITORIO - E SORPRESA! ECCO APPARIRE I MAESTOSI UFFICI DEGLI EX PRESIDENTI DELLA CAMERA, CHE HANNO LOCALI DA 200 MQ ARREDATI CON STATUE E 3-4 SEGRETARIE CIASCUNO - IL VERO GAUDENTE È CASINI, DETTO "L'ONOREVOLE ALTANA", IL SOVRANO DEL QUARTO PIANO - COME LUI ANCHE VIOLANTE, BERTINOTTI E LA PIVETTI - E NOI PAGHIAMO...


Non si dice «quarto piano», si dice «altana» il piano nobile di Montecitorio riservato al mega ufficio del «presidente Casini» (cioè ex presidente, ma fa lo stesso in questo caso). Saremo sui duecento metri quadri, mobili d'epoca, statue classiche, travi a vista, corridoio di quindici metri che apre su sei o sette uffici e termina nella stanza di rappresentanza dell'ex terza carica dello Stato, ambiente intimo-quasi domestico, foto di famiglia sui tavolini di legno pregiato (Casini dice che rinuncerà alla sua «altana», che però usa da sei anni...).


CHINAGLIA, L'ULTIMO BOMBER

02/04/2012 Tratto da Dagospia.com

CHINAGLIA, L'ULTIMO BOMBER - LA LAZIO DI "LONG JOHN" ERA UNA SQUADRA ASSURDA ED ESAGERATA DOVE CIRCOLAVANO PERSINO LE PISTOLE NEGLI SPOGLIATOI, ASSOLUTAMENTE INCONCEPIBILE OGGI - IL FAMOSO VAFFA A VALCAREGGI E LE BOTTIGLIE SPACCATE NEGLI SPOGLIATOI PER LA SOSTITUZIONE IN ITALIA-HAITI AI MONDIALI ‘74 - UN'ESISTENZA FATTA DI RISSE, DI TRUFFE, DI ESPEDIENTI - FUGGÌ IN AMERICA: "SUA MOGLIE, AMERICANA, UN GIORNO GLI DOMANDA COSA SIGNIFICA MIGNOTTA"...

Fabrizio Bocca per "la Repubblica"


Quello scudetto della Lazio ´74 sta morendo un po´ alla volta. E ogni volta quando non te l´aspetti. Un cancro che si porta via Maestrelli, un colpo di pistola per Re Cecconi, un incidente d´auto per Frustalupi, e ora un infarto che uccide a 65 anni, nella sua casa di Miami, troppo, troppo lontano da Roma e dalla Lazio, Giorgio Chinaglia e la sua storia di gol e vittorie, tifo e passione. Ma anche calci, schiaffi, pugni, notti insonni, poker, whisky, soldi. E perfino truffe e guai con la giustizia.


CINA PADRONA

02/04/2012 Tratto da Dagospia.com

CINA PADRONA - SE LA TECNODIPLOMAZIA DI MONTI CONVINCERÀ PECHINO AD AUMENTARE GLI INVESTIMENTI IN ITALIA (FERMI ALLO 0,008%), IL DRAGONE POTRÀ FINALMENTE METTERE LE MANI SULLE AZIENDE ITALIANE (E SPAZZARE VIA I POTERI MARCI?) - NEGLI USA IL "CHINA INVESTMENT CORPORATION" CONTROLLA QUOTE IN 60 AZIENDE, TRA CUI APPLE E COCA COLA, PER UN TOTALE DI 9,6 MLD $ - CONTROLLA IL PETRIOLIO IN TUTTA L'ASIA CENTRALE, HA COMPRATO IL PORTO DI NAVI CONTAINER PIÙ IMPORTANTE DELLA GRECIA E HA CANNIBALIZZATO L'AFRICA PER LE RISORSE NATURALI...

1 - UNICO...


Jena per "la Stampa" - I cinesi entusiasti di Monti «L'unico che non ci ha accusato di calpestare i diritti umani».

2 - LO "SHOPPING" DEL DRAGONE CHE METTE PAURA...

Francesco Semprini per "la Stampa"


In gergo si chiama «Go global», ed è la politica di «shopping» planetario avviata formalmente dal governo cinese nell'XI piano quinquennale. Dopo aver attratto capitali esteri per tanti anni, il Paese del Dragone si è a sua volta trasformato in investitore. La recente crisi finanziaria inoltre ha reso talvolta il lavoro più facile al regime di Pechino che opera principalmente attraverso il fondo sovrano China Investment Corporation (Cic).


Aggiornamento - Governo Monti

31/3/2012 Tratto da Rischiocalcolato.it e movimentolibertario.com

DI FUNNYKING*

La cortina di ferro alzata a difesa di Mario Monti da TUTTI ma proprio tutti i media sussidiati italiani è un fatto nuovo di cui si deve tenere conto. Fatti salvi alcune specifiche nicchie come ad esempio il programma di Oscar Giannino su Radio24 (La versione di Oscar, controbilanciato dal Min-cul-pop Montiano, Focus economia di Sebastiano Barisoni. Ascoltare per credere), lo sforzo per "regolare" il flusso delle informazioni per accompagnare i provvedimenti del "governo tecnico" nel contesto di una generale consenso è davvero notevole. Resta il dettaglio che a leggere i giornali e ascoltare i telegiornali non è possibile avere una visione chiara della realtà economica e sociale che ci circonda.

Ma a che punto siamo? Quali gli effetti della cura dei tecnici sull'economia italiana, quali le prospettive?


Orwell In Afghanistan

02/04/2012 Di Massimo Fini per Il Fatto

Viviamo sempre più in un mondo orwelliano. In '1984' gli slogan del Partito sono tre: " LA GUERRA E' PACE"; " LA LIBERTA' E' SCHIAVITU' "; "L'IGNORANZA E' FORZA". Per i primi due ci siamo in pieno. Non intendo in alcun modo mancare di rispetto al sergente Michele Silvestri ucciso in Afghanistan durante l'attacco talebano, era un soldato e faceva il suo mestiere, ma definirlo un "costruttore di pace" come ha fatto nella sua omelia monsignor Vincenzo Pelvi, seguito dalle autorità e dai commentatori, è un rovesciamento orwelliano della realtà. Noi, con i nostri alleati, non siamo in Afghanistan per portare pace, ma per fare la guerra ai talebani e agli insorti, cioè a una parte consistente del popolo afghano.

Sostituto d'imposta. Un Uomo solo contro lo stato

01/04/2012 DI LEONARDO FACCO per movimentolibertario.com

Discutendo con Bruno Tinti di tasse durante il programma Robinson, il magistrato ha definito scandaloso ed ingiusto che a qualcuno vengano tolte le tasse alla fonte e ad altri venga permesso di auto-dichiarare i propri redditi. Anche l'opinione pubblica, giustamente, si indigna. Dopodiché, nessuno fa nulla per cambiare questo stato di cose.


Tinti, però, non trova scandaloso che a lavorare gratis - non per qualche euro, ma gratis - sia un imprenditore per conto dello Stato, perché obbligato dalla demenziale legge del "sostituto d'imposta", che obbliga il datore di lavoro a fare da gabelliere per conto dell'erario. Il "sostituto d'imposta", rispetto al quale tutti i partiti han promesso l'abolizione, viene biasimato ma mai scalfito.


IL 'SOMARO' LOMBARDO E' STUFO DI TIRARE LA CARRETTA

1/4/2012 di GIANLUCA MARCHI per lindipendenza.com

La petizione che sta raccogliendo le firme per l'annessione della Lombardia come ventisettesimo Cantone della Svizzera sta riscuotendo notevole successo, sia in fatto di firme, sia in fatto di impatto mediatico.

 Al di là del contenuto giuridico-legale dell'iniziativa - molte sono le osservazioni di coloro che ritengono il Paese rossocrociato, o meglio i suoi cittadini, affatto interessati a portarsi in casa nove milioni di lombardi con tutto quello che sta dentro questo enorme calderone - è il significato politico e ideale che vorremmo qui sottolineare.

La direttrice ha abolito le modelle in copertina

01/04/2012 Tipi Italiani di Stefano Lorenzetto per Il Giornale

La prima fu Antonella Paternò Rana, 35 anni, riminese di padre siciliano, bellezza rinascimentale, «moglie, mamma e manager», come precisava la didascalia, «un'anima rock in un corpo anni Cinquanta» fasciato da un abito nero di Alberta Ferretti, fotografata da Fabrizio Ferri, il ritrattista ufficiale delle top model e delle dive. L'ultima è Gaia D'Angelo, 18 anni, liceale di Napoli, bellezza mediterranea, occhi verdi e sorriso talmente abbagliante da non far notare che è corretto da un apparecchio ortodontico nell'arcata inferiore, in twin set di lino e pizzo di Daniele Fiesoli Flair, fotografata da Sevim Aslan. Da sette mesi Donna Moderna, il primo settimanale femminile d'Italia (2.710.000 lettori, secondo Audipress), ha deciso di rinunciare alle indossatrici professioniste. Sia in copertina che nei servizi interni posano soltanto italiane comuni: da Gabriella Giovanardi, 19 anni, di Solarolo (Ravenna), studentessa che sogna di diventare magistrata, a Isabel Alessia Benvenutti, 44 anni, gioielliera di Bolzano, per stare alle copertine dell'ultimo mese. Ma anche operaie, infermiere, maestre elementari, farmaciste, albergatrici. Una scelta tanto dirompente quanto coraggiosa, mai vista prima, all'insegna dello slogan «Moda solo con donne vere».

Tra ville e archistar, il Paese reale di Concita

Ritratti di Giancarlo Perna per il Giornale

La De Gregorio si vanta di aver partecipato a un party chic insieme a ospiti come Magris e Piano. La sinistra diserta operai e ceto medio per vivere nel lusso

«Ho respirato aria pulita, ho incontrato persone magnifiche, ho ascoltato paro­le bellissime: è talmente un sollievo di questi tempi, che voglio condividerlo con voi». Con questo incipit da suor An­gelica, Concita De Gregorio, direttore dell' Unità , ha rallegrato i suoi lettori ragguagliandoli sulle sue ultime 48 ore. Bisogna prima sapere che la direttrice attraversa un allarmante stato di pro­strazione per i peccaminosi festini di Ar­core che si aggiunge, come una malat­tia su un'altra, al disgusto che già prova­va per Berlusconi. Per completare il quadro dei malesseri di Concita, va det­to che soffre oltre ogni dire anche per l'esistenza della destra da lei definita «bestiario nazionale».

Un capitano per rilanciare la destra

01/04/2012 Di Marcello Veneziani per Il Giornale

Bentornata destra nazionale e sociale. La data scelta non è delle migliori, ma l'incontro milanese di stamani 1˚ aprile è un segno di vita della rediviva destra dopo la triplice catastrofe: lo scioglimento di An, la diaspora di Fini, la caduta del governo Berlusconi.


A festeggiare i 60 anni del Secolo d'Italia ci sono tutte le componenti, eccetto due: la Destra di Storace e il Terzopolo di Fini, in questi giorni incartato nella leggina «ad personcinam» per mantenere i privilegi quando finirà la cuccagna di presidente della Camera.


L'incontro è necessario per non sparire.


Distinguersi per non estinguersi.


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