Il Riempitivo 1 marzo 2012

1 marzo 2012 di Pietrangelo Buttafuoco per il Foglio

Ho scoperto che a Verona, dove si voterà per il rinnovo dell'amministrazione comunale, il Pdl - o come cavolo si chiama adesso il partito fondato da Silvio Berlusconi su un predellino - non voterà per Flavio Tosi, il sindaco uscente. Tutto questo mentre i pidiellini, a Roma, si devono tenere Gianni Alemanno dichiarandosi pronto a votarlo. E' stata sempre curiosa questa combinazione tra Verona e Roma, le due grandi città romane, guidate da due sindaci - uno bravissimo, l'altro penosissimo - entrambi provenienti da un'area culturale affine. E il curioso di questa storia è diventato un paradosso, giusto adesso che i due devono seguire un  diverso destino. Quello bravo, ovvero Tosi, viene ripudiato dalla destra; quello imbarazzante, il prode Alemanno, viene invece sostenuto. Il famoso vuoto a perdere, la vera ragione della destra di governo.


Verso la bancarotta. Tesoreria unica. Vi siete chiesti perchè?

27//2012 Tratto da Rischiocalcolato.it

Il Diario della Bancarotta Italiana (Articolo introduttivo)

Cominciamo dallo spiegare che cosa sia la questione della tesoreria unica con un pezzo di Marco Galluzzo tratto dalla Corriere della Sera (il Blog  Sussidiato del "salotto buono" Italiano):


 .......La vicenda L' istituzione di una «cassa» centrale Nel decreto legge sulle liberalizzazioni il governo impone che tutti gli enti locali trasferiscano dalla propria tesoreria a quella nazionale le risorse che hanno in cassa. Stretti i tempi: il 50% della somma va versata entro il 29 febbraio 2012, il resto entro il 16 aprile 2012.


La colpa dei bassi salari italiani: Stato ladro, bassa produttività, contratti nazionali

27/2/2012 di Oscar Giannino per Chicago-blog.it

Molti salti sulla sedia, costernazione e scandalo, alla graduatoria Eurostat sui redditi medi lordi nei diversi Paesi dell'euroarea. I 23.400 euro dei lavoratori italiani dipendenti vedono solo portoghesi, sloveni, maltesi e slovacchi passarsela peggio. I 33.500 euro francesi, i 41mila tedeschi e i 44mila olandesi appaiono come un eldorado inattingibile. Eppure, il Pil procapite degli italiani è molto più su, nella graduatoria, e quanto a patrimonio medio e mediano gli italiani battono tutti gli europei.  L'Istat ha poi corretto Eurostat, poiché i dati italiani erano del 2006.

Val di Susa, quali sono i vantaggi della Tav

Di Lorenzo Mannella per www.galileonet.it

A sostenere il progetto dell'Alta velocità ci sono i dati - poco noti - del progetto della nuova linea ferroviaria gestito dalla società italo-francese Lyon Turin Ferroviaire (Ltf). Il piano da 17 miliardi di euro prevede la costruzione di un nuovo tunnel per collegare Torino a Lione. L'obiettivo è quello di dimezzare i tempi di percorrenza attraverso l'arco alpino e trasferire su rotaia le merci trasportate da almeno 600 mila tir, per ridurre entro il 2030 le emissioni di CO2 e decongestionare le autostrade.

9 buoni motivi per dire no alla TAV

www.notavtorino.org/

NON SERVE UNA NUOVA FERROVIA TORINO-LYON

Dicono: "ce la chiede l'Europa" come segmento della TEN (Trans European Network) sul c.d. "Corridoio multimodale n. 5".
Ma quel segmento Italia-Francia esiste già, ed è costituito dall'autostrada del Frejus (A32) più la ferrovia Torino-Modane (c.d. Linea Storica) appena potenziata ed ammodernata (Dicembre 2010): due infrastrutture con ampie capacità di trasporto ancora non sfruttate.
I proponenti la nuova ferrovia sembrano non avere idee chiare sullo scopo dell'opera: inizialmente doveva servire traffico passeggeri, poi quasi solo merci; ora sembrerebbe da destinare ad un traffico misto, un po' più merci che passeggeri ...

Cassa integrazione, istituto superato. Impariamo dalla Svizzera

24/2/2012 di Massimo Fini per Il Gazzettino tratto da www.massimofini.it

In era preindustriale non esisteva la disoccupazione. Per la semplice ragione che ognuno, contadino o artigiano che fosse, viveva sul suo e del suo. Anche i famigerati «servi della gleba» (più correttamente chiamati servi casati) è vero che non potevano lasciare i campi del feudatario, ma non potevano nemmeno esserne cacciati. Nel settore artigiano era proibita la concorrenza (si vadano a leggere gli statuti), la stella polare del sistema nato con la Rivoluzione industriale. Le terre erano divise non secondo il criterio del maggior rendimento ma dell'equità sociale (G. Felloni, "Storia economica dell'Europa dal Medioevo all'Età moderna"). Il concetto di base era che ogni nucleo familiare doveva avere il suo spazio vitale. Non era un sistema particolarmente efficiente ma era umano, non era particolarmente razionale ma era ragionevole.

QUESTI ANIMALI MUTANTI CHE LA CUCINA GENETICA VI PREPARA

27/2/2012 di DI AGNES ROUSSEAUX per Bastamag.net tratto da Comedonchisciotte.org

Super-conigli che producono farmaci, maiali "Enviropig" geneticamente modificati per inquinare meno, salmoni "Frankenfish" che crescono due volte più velocemente, vacche supermuscolose o capre il cui latte produce della soia... dagli Stati Uniti alla Cina, i ricercatori non si danno pace per innestare geni e incrociare le specie. E attendono con impazienza l'autorizzazione per piazzarli sul mercato. Basta! Ha indagato.

Un incrocio genetico fra maiali e topi, con un gene aggiuntivo del batterio E. Coli. Vi stuzzica l'appetito? Questo maiale transgenico è stato creato dai ricercatori dell'università di Guelph in Canada. Battezzato "Enviropig", espelle dal 30 al 70 % in meno di fosforo nelle feci: la modificazione genetica gli permette di digerire meglio il fosforo del mais e della soia di cui si nutre.

La Favolosa corte di re Giorgio

29/02/2012 di Franco Bechis per Libero www.libero

Le cifre dei comunicati ufficiali sono mirabolanti ogni anno. Se si presta attenzione al segretario generale del Quirinale, Donato Marra, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, avrebbe un destino già segnato: sarà sua la poltrona di Sergio Marchionne in Fiat-Chrysler. Perché è sicuro: un manager così, capace di rivoltare come un calzino i conti del Quirinale, di risparmiare 60,5 milioni di euro (comunicato Quirinale del 12 febbraio scorso), di mandare a casa 394 dipendenti (stesso comunicato) senza che Susanna Camusso aggrotti un sopracciglio e senza nemmeno gli accordi di Pomigliano, dove mai lo puoi trovare?


Rigor montis taglia ma non gli sprechi che costano allo stato oltre 60 mld €

26/2/2012 Tratto da www.dagospia.it - Di Alberto D´Argenio e Emanuele Lauria per 'la Repubblica'

DALLA MALASANITÀ calabrese ai finanziamenti a pioggia friulani, dai falsi invalidi di Napoli ai prof assenteisti di Genova. Il Paese degli sprechi, e dei furbetti, raccontato in centinaia di pagine: quelle delle relazioni dei procuratori regionali della Corte dei Conti. Le inaugurazioni dell'anno giudiziario, in questi giorni, stanno sollevando le bende dalle ferite inferte in ogni angolo d'Italia dalla cattiva amministrazione. E non c'è solo la corruzione, fenomeno recrudescente denunciato dai magistrati contabili, a imperversare lungo lo Stivale e gonfiare le cifre del danno erariale sino a portarlo a oltre 60 miliardi. C'è una "gestione improvvisata" che, come dice il procuratore campano Tommaso Cottone, può "andare oltre la malafede" e che vale una somma non quantificabile con facilità, ma comunque enorme. Depredando bilanci sempre più asfittici e facendo gridare allo scandalo in tempo di crisi. 

Dietro ogni emergenza nazionale uno sperpero di danaro: i cinque miliardi chiesti all'ex subcommissario dei rifiuti in Campania per le "inutili stabilizzazioni degli Lsu", il "pregiudizio erariale" ancora da stimare per i ritardi nella realizzazione dei moduli abitativi nell'Abruzzo colpito dal terremoto.


In Usa torna l'interesse sui titoli tossici

27/2/2012 di Glauco Maggi per 'La Stampa'

il mattone americano del mercato reale si sta risvegliando, dicono i numeri di gennaio, ma la spia più significativa della ripresa non viene dai movimenti dei prezzi (leggero calo) e delle vendite (buon incremento) delle case, quanto dalle mosse degli investitori, fondi ed hedge fund, nel settore del "mattone finanziario".

Sì, proprio quei famigerati bond «subprime» (tossici) che nessuno voleva più tre anni fa e che hanno affondato le borse e fatto fallire la Lehman Brothers. L'interesse verso gli Mbs (Mortgage Backed Securities, titoli basati sui mutui) è tornato, e ad animare il trend ci sono alcuni di quei gestori che avevano visto giusto nello scommettere contro, quando la bolla si stava gonfiando, e ora si fidano ancora del loro fiuto per anticipare la corsa (futura ma sicura) di queste obbligazioni. Ad attirarli è un mix di quotazioni molto basse, di sperabile miglioramento dell'economia, e di rinascente fiducia nel mercato immobiliare.

L'associazione nazionale degli intermediari americani (Nar) ha comunicato qualche giorno fa che a gennaio gli scambi di case già sul mercato sono aumentati del 4,3% a un tasso annuo di 4,57 milioni, il più alto dal maggio del 2010.


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