BLU, LE MILLE AUTO BLU

16/02/201216/02/2012 Di Carmelo Lopapa per 'la Repubblica' tratto da www.dagospia.com

Ci sono regioni come la Sicilia che da sole possiedono più auto blu di Lombardia, Liguria e Veneto messe insieme. O Asl come Napoli 1 che di mezzi immatricolati ne vanta ben 66. Ma non è una deriva meridionale, se è vero che la Provincia autonoma di Trento vola a quota 184. È una flotta immensa: le 72 mila auto blu del 2010, dopo i tagli sono diventate 64.524. Ma costano allo Stato 2 miliardi 150 milioni di euro, tra gestione e personale addetto.

I primi numeri ufficiali li offre il monitoraggio della Funzione pubblica, risultato di mesi di ricerche e pressing (spesso insistente) sugli enti locali. Dice il ministro Filippo Patroni Griffi: "Devono diventare auto di servizio e non più status symbol". E intanto, alla celebrazione dei Patti lateranensi, 8 ministri si presentano a bordo di tre auto. Il car sharing del buon esempio.


Preghiera 14/02/2012

14/02/2012 Di Camillo Langone per 'Il Foglio quotidiano'

Carlo Giovanardi mi chiede come sia possibile che, su certi argomenti, chi parla con buon senso venga mediaticamente linciato. E' possibilissimo, gli dico. Basta rileggersi Alessandro Manzoni: "Il buon senso c'era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune". E' una considerazione valida per la secentesca caccia all'untore, per la presente caccia all'omofobo, per ogni violenza collettiva nei confronti di singoli disarmati. Giovanardi è stato aggredito per aver detto a Radio24 che un pubblico bacio lesbico lo infastidisce quanto una pubblica minzione. Formulazione cautissima, quella del mio amico: a me, ad esempio, la minzione infastidisce meno, essendo qualcosa di naturale. Comunque, è bastato questo poco perché la deputata democratica (sottolineo democratica) Paola Concia auspicasse per Giovanardi il carcere (sottolineo carcere). Sottoposto a minacce del genere, è ovvio che il buon senso si acquatti per non passare guai. Senza più un contesto di assennatezza, a noi amanti della libertà di espressione non rimane che ripararci dietro la Bibbia. D'ora in avanti ogni volta che parleremo di sodomiti dovremo farci scudo con i versetti che dimostrano quanto Dio abbia i sodomiti in uggia. Ci uccideranno lo stesso? Può darsi, ma prima dovranno prendersi la briga di abbattere le cattedrali.


Il governo delle cooptazioni, nepotismi, carriere lampo

16/02/2012 Di Ivo Caizzi per 'CorrierEconomia' tratto da www.dagospia.com/

I governi di Silvio Berlusconi hanno disastrato i conti pubblici. Quelli di centrosinistra si sono dimostrati incapaci di governare. L'esecutivo tecnico di Mario Monti è stato così accolto con grande sollievo nell'Eurozona. Ma a Bruxelles iniziano a trapelare informalmente anche alcuni dubbi di natura politica. In particolare stanno creando perplessità le caratteristiche e le avventate dichiarazioni di alcuni membri del governo, che hanno aperto perfino pericolose tensioni sociali in Italia.

Il caso del ministro Filippo Patroni Griffi, che acquistò a bassissimo costo un appartamento dello Stato vicino al Colosseo, rende imbarazzante sollecitare da Bruxelles le privatizzazioni. Sulla richiesta Ue di riforme del mercato del lavoro già pesava la rapida carriera del viceministro Michel Martone, figlio di un alto magistrato ben visto da noti politici. Ora è esploso il caso della figlia del ministro Elsa Fornero, Silvia Deaglio, assunta nella stessa università dove insegnavano i genitori e in un centro di ricerche finanziato anche dalla banca dove la madre era vicepresidente.


E l'Italia si candida all'estinzione

16/02/2012 Di Marcello Veneziani per Il Giornale www.ilgiornale.it

L'Italia è finita, andate in pace. Aveva paura del suo passato, ora ha ufficialmente paura del suo futuro. Che campa a fare? Ma sì, condivido a una a una le ragioni che hanno portato Monti a non candidare Roma alle Olimpiadi. Stiamo nei guai, siamo disorganizzati e incapaci, sarebbe il caos, più appalti mafiosi; e poi abbiamo mezz'Italia che gufa contro Roma, l'altra contro il sindaco «di destra».

Infine, lo sport è cosa da energumeni, mica da bocconiani. Scelta seria, responsabile, da tecnico. Poi mi dico, ma che ci stiamo a fare come Paese, solo per pagare i debiti pregressi? Se fuggimmo come ladri dal nostro passato, se fuggiamo come lepri dal futuro, se non siamo in grado di un solo progetto per domani, sciogliamolo questo Stato italiano.Che resti l'Italia in cultura e natura, in arte e sapore, ma si sciolga il Paese-istituzione e si renda esplicita la dominazione straniera. Monti e beccamonti, portatevi avanti col programma. È uno spettro ambulante ormai questo Paese che fa meno figli del mondo, ha la popolazione più vecchia d'Occidente, si fa esonerare dalla ginnastica per malattia; non ha classi dirigenti, legge solo libri contabili e appena ti lamenti ti zittiscono: finisci come la Grecia.


11 febbraio, E' tutto vero

11/02/2012 Di Vittorio Messori per 'La Bussola Quotidiana' - http://www.labussolaquotidiana.it/

Fu poco prima delle undici di quel giovedì di nebbia e di brina, quell'11 febbraio di 154 anni fa, ricorrenza liturgica di santa Genoveffa, protettrice di Parigi e della Francia intera: Bernadette (niente scuola perché niente soldi per pagare la tassa e per comprare l'abbecedario) in un canto della stanzaccia buia e maleodorante fila della stoppa. A un certo punto alza gli occhi ed esclama, rivolta alla mamma, Louise: «Mio Dio, non c'è più legna!». 
Tutto comincia così. Da una uscita di tre piccole miserabili verso il bosco comunale per trovare qualcosa  con cui attenuare il freddo e far cuocere una zuppa di acqua e di erbe. Un'ora dopo, sgridata dalla sorella e dalla amichetta perché perde tempo a pregare invece di raccogliere rami secchi e ossi, Bernadette sarà in ginocchio davanti a una grotta che non aveva mai visto. E, se l'aveva sentita nominare, era con il nome sprezzante di "rifugio dei maiali".

ITALIA DREAMING

10/02/2012 Di Eugenio Benetazzo da http://www.eugeniobenetazzo.com/

 Alcune sere fa ho avuto modo di riguardare in vhs una vecchia commedia italiana girata negli Stati Uniti agli inizi degli anni novanta ed intitolata California Dreaming, in cui i vari personaggi, interpretati da noti attori italiani, organizzavano un viaggio coast to coast per visitare, scoprire e conoscere la cultura e la movida americana. Inutile aggiungere che la meta finale doveva essere la tanto desiderata California, lo stato che per eccellenza  allora incarnava tutti i sogni ed aspettative di libertà, divertimento, appagamento e spensieratezza di vita. Sono passati ormai quasi 20 anni da quella pellicola, direi che oggi dovrebbero proporre un remake intitolandolo California Nightmare. Di certo lo stato amministrato da Sforzrnegger oggi ha ben poco di paradisiaco o difficilmente ti permette di vivere in un'atmosfera da sogno, senza pensieri, proiettati alla continua ricerca del divertimento che nel film in questione si percepisce.

Il 'miracolo' tedesco: Nascondere i senza lavoro.

09/02/2012 di Maurizio Blondet per www.rischiocalcolato.org

La Cancelleria suona le trombe: ecco il miracolo economico tedesco! I disoccupati sono scesi dai 5,1 milioni nel 2005 ai 2,8 oggi. Sono solo il 6,9% della popolazione attiva, un record storico e un sogno in confronto al 9,9% di disoccupati in Francia e al 9,1% negli Usa. Sembra ripetersi il miracolo del Terzo Reich, che in tre anni mise la popolazione al pieno impiego. Merito, dicono le trombe, della “moderazione salariale” dei lavoratori tedeschi, della “disciplina” accettata dai sindacati.

Ma ora, uno studio francese rivela i trucchi e il prezzo sociale cculto di questo miracolo.
Nel 2001, il governo Schroeder comincia ad applicare   le idee di Peter Hartz, il capo del personale (pardon, “risorse umane”) di Volkswagen: convinto,  non a torto, che i grassi sussidi  (di disoccupazione e sociali in genere)  vigenti allora in Germania tendano a creare uno strato di fannulloni cronici, concepisce un marchingegno legale che “costringe” i disoccupati a trovar lavoro. 


Se l'inverno fa paura allora l'Italia ha perso il contatto con la realtÓ

03/02/2012 Di Massimo Fini Per il Gazzettino

In questi giorni quasi tutti i telegiornali hanno aperto con il freddo che ha investito l'Italia per le correnti che provengono da est. Il metereologo è diventato il protagonista. Uno di questi servizi titolava: «Neve a Milano, tre gradi sotto zero». Vivo a Milano da più di sessant'anni e da noi l'inverno, soprattutto da fine dicembre a metà febbraio, è sempre stato freddo. Le temperature oscillano, di giorno, da più uno a meno uno e naturalmente la notte scendono. Ma ci sono state anche parecchie annate in cui di giorno faceva meno sette. Noi ragazzini giocavamo tranquillamente al pallone (correndo ci si riscalda, semmai il problema ce l'aveva il portiere che saltellava davanti alla porta in attesa di un tiro che gli scaldasse le mani, spesso nude perché eravamo poveri e non potevamo permetterci i guantoni). A Milano la neve qualche annata arriva, in qualche altra no. Quando c'era per noi era una festa. Si giocava a palle di neve, fra di noi e, se facevamo le elementari, anche con i genitori che ci venivano a prendere. Si era allegri. Il freddo e la neve erano il nostro habitat naturale, come la nebbia. A mia memoria non ricordo che le scuole siano mai state chiuse per neve (magari, ci avrebbero regalato una bigiata collettiva e autorizzata, ma certamente non l'avremmo sprecata standocene rinchiusi in casa).

Una scelta perniciosa

01/02/2012 Di Antonio Martino per il Tempo www.antoniomartino.org/

Il vertice europeo del 30 gennaio ha, nella quasi generale soddisfazione, adottato decisioni che sono contraddittorie e molto pericolose. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha ottenuto ciò che voleva: una nuova disciplina del bilancio degli Stati della zona dell'euro, con l'obiettivo di rassicurare i tedeschi timorosi di dover sopportare il costo delle leggerezze altrui, e un potenziamento del fondo "salva Stati". Mi riesce impossibile condividere l'entusiasmo della cancelliera che ha parlato di "grande impresa" per l'accordo raggiunto. Sono convinto che quanto è stato deciso ieri sia da considerare nefasto.

Anzitutto, infatti, il potenziamento del fondo salva Stati cos'è se non una sorta di assicurazione offerta agli Stati gratuitamente per l'eventualità che non rispettino la disciplina fiscale loro imposta? La legge della domanda e dell'offerta ha valore generale: se esiste una domanda di disavanzi pubblici (il fondo, appunto), ci sarà un'offerta di leggerezze finanziarie. Da un lato si vuole rigore nella gestione del pubblico bilancio, dall'altro si garantisce che eventuali violazioni di quel rigore saranno premiate con risorse fornite dal fondo!

La cultura superiore

14/01/2012 Di Massimo Fini per Il Fatto Quotiodiano

La cultura superiore. Piscia sui cadaveri dei nemici uccisi, piscia sui prigionieri, dopo averli denudati, derisi, fotografati, portati in giro in carriola per renderli più ridicoli, piscia sui loro simboli religiosi. Pisciano i soldati della cultura superiore, quasi spurgo simbolico del marciume del mondo cui appartengono, ma non sanno più combattere. Per questo il più potente, moderno, sofisticato, tecnologico, robotico esercito che abbia mai calcato la scena, dopo dieci anni di occupazione sta perdendo la partita in Afghanistan ed è costretto a pietire dal nemico una qualsiasi ‘exit strategy' che mascheri la vergognosa sconfitta. Che oltre, e prima, che militare è morale.

I Talebani sono feroci e crudeli in battaglia, certo, ma non pisciano sui nemici uccisi, non pisciano sui prigionieri ma li trattano, finché conservano questo status, con rispetto e, se sono stranieri, come ospiti. Possono uccidere, e uccidono, ma non torturano. Hanno conservato il senso di sé e della propria e altrui dignità, valori prepolitici, prereligiosi, di cui la cultura superiore si è completamente svuotata. Hanno provato a corromperli in tutti i modi, i Talebani, ma non ci sono riusciti.

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