Preghiera 1 giugno 2012

1/6/2012 Di Camillo Langone per il Foglio

Del Milan, del calcio, dello sport, e dei tempi andati, non me ne può fregare di meno. Ma il libro su "Nereo Rocco" (Mondadori) me lo sono bevuto d'un fiato. Non per l'argomento, quindi, e nemmeno per l'autore, Gigi Garanzini, che pur essendo bravo ha un grosso limite: scrive in italiano. Ma per le frasi in vernacolo triestino del leggendario allenatore, perfettamente incastonate nel testo. Rocco era un destro, e non mi riferisco al piede con cui calciava che anzi era il sinistro, e un monarchico, e un gerarchico, e un patriota che quando i calciatorelli esterofili lo appellavano "Mister" reagiva di brutto: "Mister te sara ti, muso de mona.


Mi son el signor Nereo Rocco". Non rimpiango l'allenatore: nessun giocatore di nessuna sua squadra avrebbe mai osato giocare scommesse meno che autorizzate, è vero, ma fosse per me negli stadi italiani ci si potrebbe piantare il basilico. Rimpiango l'uomo e prego che spunti, da qualche parte in questa Italia di conformisti tremebondi, un altro personaggio pubblico così indipendente, così fiero. E con una lingua così sovrana.


18. Gli Eurobond - Economia di Strada di Roberto Gorini

4/6/2012 Di Roberto Gorini da mavimentolibertario.com


A scuola di scrittura creativa si va anche per disimparare

4/6/2012 Di Marcello veneziani per Il Giornale

 Al giovin scrittore non si può dare l'ispirazione. Ma buoni consigli sì Come partire da una visione, accostare concetti opposti, praticare la brevità


Ma è possibile insegnare scrittura creativa? Se è creativa come può esser frutto di una disciplina, di tecnica e lezioni? È un'obiezione che ho sempre condiviso, con due aggravanti. Una proviene dai guasti recenti della finanza creativa e di altri rami ove «creatività» è un eufemismo per dire improvvisazione, raggiro, fuffa, vaghezza.


Altro che presidenzialismo, all'Italia serve il federalismo

4/6/2012 Di Carlo Lottieri per linkiesta.com

 Di Carlo Lottieri* -professore di filosofia politica, Università di Siena 


Dopo la proposta di Berlusconi di passare ad un sistema presidenzialista, dopo il fenomeno Grillo, ci si deve interrogare su quale assetto politico sia migliore per l'Italia. Rispetto a un presidenzialismo che asseconda il centralismo, è meglio tornare a un'idea rivoluzionaria di federalismo.


Nel rapporto tra il capo e la massa si gioca una delle questioni cruciali della politica. E, anche se è giunta davvero fuori tempo massimo, la proposta avanzata da Silvio Berlusconi di un Presidente forte e investito direttamente dal popolo (dotato di una maggioranza parlamentare solida, grazie a un sistema uninominale a doppio turno) mostra come lo sfascio del sistema italiano obblighi a riconsiderare antiche questioni: a partire dall'esigenza di aprire una stagione costituente. Dallo stesso Pd, d'altra parte, viene la proposta di utilizzare la prossima legislatura per una riforma radicale delle istituzioni.


MIRACOLO A MILANO...

3/6/2012 Di Antonio Socci per Libero

Tutto sembra crollare, l'economia, l'Europa, perfino le case, i capannoni. Ma soprattutto crolla la speranza e si abbattono gli animi.

Eppure nel mare della desolazione e dello scoraggiamento generale, c'è ancora una voce, una voce di padre che spalanca i cuori alla grande avventura della vita, alla speranza, alla costruzione del bene e della bellezza per tutti.

Quando ieri, Benedetto XVI a Milano ha detto ai giovani "cari ragazzi, vi dico con forza, tendete ad alti ideali, siate santi", mi si sono affollate nella mente tante immagini e tanti ricordi.


IL DE PROFUNDIS DI FELTRI CHE HA SEPOLTO IL PDL

3/6/2012 di Vittorio Feltri per Il Giornale

 

IL DE PROFUNDIS DI FELTRI CHE HA SEPOLTO IL PDL E FATTO ARRABBIARE LA BADANTE DEL BANANA, LA TETTUTA MARIA ROSARIA ROSSI - "IL PRINCIPALE ERRORE DEL CAVALIERE È QUELLO DI ESSERSI CONTORNATO DI GENTE MEDIOCRE DALL'INCHINO FACILE MA INABILE AD ALTRE ATTIVITÀ, OPPURE DOTATA DI TETTE ECCELLENTI MA DI MENINGI DEBOLI" - "PERCHÉ NON CREA UN ALTRO PARTITO? PERCHÉ NON HA IL CORAGGIO DI SCARICARE LE CARIATIDI? LA SUA BARCA È PIENA DI ZAVORRA E RISCHIA DI AFFONDARE".... -

La solitudine dei genitori separati

3/6/2012 di Marcello Veneziani per il Giornale

Santità, a Milano ricordatevi del rovescio delle famiglie, che non sono le coppie gay ma gli sfamigliati.


Vengono a visitarli come fantasmi i loro figli, ai genitori separati; o sono loro i fantasmi per i loro figli, icone tardive dell'infanzia, ombre sopravvissute del loro passato che s'intrattengono invano davanti alla porta per tardare gli abbandoni e simulare calore nella freddezza spettrale dei congedi.

La casa è plurale: se non l'abita una famiglia, l'abitano gli angeli o i fantasmi.


NEI GIARDINI DEL QUIRINALE STATO PADRONE E CORTIGIANI

04/6/2012 di GILBERTO ONETO per lindipendenza.com

Venerdì Napolitano ha invitato nei giardini della sua reggia del Quirinale duemila ospiti "che contano", e cioè tutto il peggio d'Italia.


C'erano i Vip della casta, politici, giornalisti di regime, guitti, manutengoli, nani e ballerine. Di tutto e di più, compreso quel peccato di gioventù della Lega che è Irene Pivetti. C'erano più inquisiti e "avvisati" di garanzia che a San Vittore, compreso qualche fiancheggiatore e amico di mafiosi: sarebbe stato più rappresentativo e meno ipocrita fare intervenire di persona dei "mammasantissima" fra i più noti. Questo succedeva il 1 giugno, un venerdì, giorno lavorativo per tutti tranne che per i musulmani e per questi distinti ospiti, che però non ne fanno una questione di religione: per loro è sempre festa.


NOVITA' EDITORIALI - Sudditi. Un programma per i prossimi 50 anni

4/6/2012 Nicola Rossi presidente dell'istituto Bruno Leoni

C'era una vorta un Re cche ddar palazzo
mannò ffora a li popoli st'editto:
«Io sò io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.
Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pòzzo vénneve a ttutti a un tant'er mazzo:
Io, si vve fo impiccà nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l'affitto...»

Giuseppe Gioacchino Belli


Cara amica, caro amico,

in un'Italia in cui anche il dibattito pubblico è costantemente condizionato da interessi di breve periodo, sono poche le voci che sanno riportare la discussione sui principi - e trasmettere non solo slogan ma proposte.


POLEMICA - FINI RISPONDE AD OSTELLINO - GLI OSTELLINI DELLA MORALE

 SECONDO IL GENIO DEL CORRIERE È STATO GRAZIE ALL'"AUTONOMIA DELLA POLITICA DALLA MORALE" SE L'ITALIA HA POTUTO PROGREDIRE E PROSPERARE ATTRAVERSO, "PIACCIA O NON PIACCIA", L'EVASIONE FISCALE, IL LAVORO NERO, LA CORRUZIONE, L'ILLEGALITÀ DIFFUSA


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