SOL LEVANDO IL NUCLEARE

28/3/2012 Tratto da Dagospia.com

 

Marco Del Corona per il "Corriere della Sera"


Lo tsunami dell'11 marzo 2011 non è finito. Il nucleare del Giappone, che fino al giorno del sisma garantiva il 30% del suo fabbisogno energetico, sta perdendo i pezzi. E, per ora, non sembra in grado di prevedere i tempi in cui potrà invertire la tendenza. Da ieri in tutto l'arcipelago è rimasto funzionante soltanto un reattore, sull'isola di Hokkaido, la più settentrionale.


La famigerata Tepco l'azienda energetica che gestisce gli impianti di Fukushima Daiichi devastati dal terremoto e dal maremoto, ha chiuso il reattore numero 6 di Kashiwazaki-Kariwa. È manutenzione ordinaria, secondo una prassi che prevede il fermo delle centrali ogni 13 mesi per controlli e stress test. Ma dal disastro di Fukushima nessuna delle strutture spente è stata ancora riattivata. La centrale in Hokkaido andrà avanti ancora fino a maggio, poi basta. A quel punto, nessuno dei 54 reattori della terza potenza economica mondiale produrrà nulla, a un passo dall'estate.


Matrimonio elettorale

29/3/2012 Tratto da beppegrillo.it

Rigor Montis minaccia le dimissioni per l'articolo 18. Dalla Cina con furore. Gli italiani sarebbero più che lieti di restituirlo alla Bocconi, ma i partiti vanno in panico. Temono le elezioni anticipate unite al tracollo economico più di ogni altra cosa. Quindi rassicurano subito la Governante di Varese sulla loro obbedienza cieca e assoluta alla BCE e accelerano per una nuova legge elettorale che garantisca l'attuale Governissimo formato da Pdl, Pdmenoelle e Udc.
Si riuniscono in una stanza il cui nome dice tutto, si chiama "Corea", per gli italiani peggio di Caporetto e della ritirata di Russia messe insieme. Per decidere il futuro dell'Italia e soprattutto garantirsi le poltrone sono presenti statisti del calibro di Alfano, Casini, Bersani, Bocchino, Adornato, Quagliarello, Violante e La Russa.

Chiedo scusa ai lettori

29/3/2012 Di Massimo Fini per Il Fatto massimofini.it

Quando uno commette un errore, oltretutto assai grave, deve avere il coraggio e l'umiltà di ammetterlo. Non sapevo, o non ricordavo, che due delle tre ragazze d'Abruzzo di cui parlavo nella mia rubrica di sabato, oltre a essere state violentate, furono poi uccise dal pastore di pecore macedone. La sostanza non cambia perché lo stupro è un fatto già in sé gravissimo (per le conseguenze psicologiche che ha sulla vittima fino a determinarne, in seguito, l'intera sessualità), ma l'omicidio lo rende ancora più infame. Così il riferimento al "pastore macedone", probabilmente già sgradevole e comunque equivocabile, diventa sgradevolissimo. Nella chiusa del mio articolo volevo solo invitare donne e uomini (per questo l'accenno ai turisti del folklore in Orissa) a una elementare prudenza, perché l'uomo non è quello che, illuministicamente e astrattamente, vorremmo che fosse, ma resta, nel concreto, quello che è sempre stato. Ma l'ho fatto nel peggiore dei modi e, per soprammercato, con una punta di arroganza in cui, in genere, non mi riconosco. Chiedo scusa ai lettori del Fatto e del blog e, soprattutto, a chi ebbe e ha care le vittime di quel lontano misfatto.

Ultima Chiamata

29/3/2012 Di Eugenio Benetazzo per eugeniobenetazzo.com

Tutta l'opinione pubblica con la complicità dei mass media è incentrata ormai da quasi tre mesi solo ed esclusivamente sull'articolo 18. Come sempre l'italiano della strada è pervaso di classismo sociale per cui se sei a favore della sua abolizione allora sei un sporco capitalista, mentre se sei contrario sei un povero comunista. Da oltre otto anni ho delocalizzato la mia vita e la mia attività professionale in un altro paese europeo, questo con l'intento di ricrearmi una sorta di scialuppa di salvataggio nell'eventualità che l'Italia faccia la fine della Costa Concordia (possibilità giorno dopo giorno sempre più elevata). Attenzione ho menzionato il Costa Concordia e non il Titanic, il primo esempio infatti porta a immaginare all'arenamento del paese e non al suo affondamento. Sulla carta infatti abbiamo almeno evitato il baratro finanziario, non che questo debba spegnere la sirena d'allarme che sta suonando da qualche anno.

Cristo e Marx, sfida tra pesi massimi

28/3/2012 Di Marcello Veneziani per Il Giornale

Il vecchio papa della vecchia religione va a trovare il vecchio e malato lìder della morta rivoluzione. Spera di convertirlo a credere che gli unici paradisi sono quelli promessi dopo la vita, e non durante.


E lui, Fidel, che viene da un'utopia fallita e ha davanti a sé la morte, magari pensa di traslocare col suo sogno del paradiso in terra nell'aldilà. Chissà che là non funzioni, visto che a Cuba quel paradiso si rivelò un inferno. In fondo non ha più niente da perdere e fallita la rivoluzione non resta che sperare nella resurrezione.

Può darsi che Castro si arrenda a Dio, che esca a mani alzate e pugni chiusi, per salvare l'anima e labiografia.Ma in cielo si arriva disarmati e a mani giunte o aperte. Eppure c'è ancora chi crede che tra Cristo e Marx ci sia stretta parentela. Per esempio, Umberto Galimberti scrive che per ambedue la storia è promessa di salvezza.


Il Grande Fratello di Orwell realtą 28 anni dopo

26/3/2012 Tratto da Rischiocalcolato.it

In Italia si sta avverando qualcosa che sembra davvero essere uscito da un film di fantascienza orwelliana.


Le autorità fiscali italiane presto testeranno un nuovo sistema chiamato ‘redditometro‘, un database che archivia e analizza automaticamente i dati delle dichiarazioni dei redditi e i dati di spesa dei contribuenti utilizzando informazioni bancarie e delle carte di credito. Dovrebbe essere operativo da giugno 2012.   Per esempio, se i report della tua carta di credito mostrano che sei iscritto ad una palestra molto cara.. o piuttosto che hai comprato uno smartphone molto costoso, se la tua dichiarazione dei redditi annuale non è commisurata ad abitudini di spesa di questo tipo, il sistema ti segnalerà.


Le dimissioni dell'imprenditore

28/3/2012 Tratto da Beppegrillo.it

"Caro Beppe, sono un piccolo imprenditore in procinto di dare le dimissioni da me stesso. E' qualcosa che mi pesa, che mi pesa molto. Di notte sento un'oppressione sul petto come se qualcuno fosse seduto sopra di me. Ho una piccola società di servizi, 20 persone. O forse è più corretto dire che è la società che possiede me. Gli ho dedicato 12 ore al giorno per anni. Nei giorni festivi "solo" 4 o 5. Ho resistito fino ad ora un po' per orgoglio e per non mettere in mezzo alla strada una ventina di famiglie. E' dura guardare negli occhi qualcuno che ha cercato di costruire qualcosa insieme a te per anni e dirgli "E' finita!". Non ho mai avuto agevolazioni da questo Stato, ma solo controlli occhiuti, tasse, burocrazia. Ho sempre pagato con regolarità i miei fornitori, se ho sgarrato è stato di qualche settimana, forse un mese nei casi di necessità, ma lo Stato pretende che paghi l'Iva anticipata sulle fatture che emetto e che sono pagate a babbo morto, in qualche caso mai. E cosa puoi fare? Un'azione legale per una fattura non incassata? E quanto ti costa?

Dall'ARCHIVIO - Dall'aureola dell'Immacolata le dodici stelle dell'Europa

Di Vittorio Messori 14 luglio 2003 :: Corriere della Sera

Che sia una di quelle ironiche «astuzie della Storia» di cui parlava Hegel? Di certo, il caso è curioso. In effetti, giovedì 10 luglio, a Bruxelles, con solenne cerimonia è stata presentata la bozza definitiva della Costituzione d' Europa. E' quella nel cui preambolo non si è fatto il nome del Cristianesimo, provocando le ben note polemiche e la protesta della Santa Sede. Ma questa stessa Costituzione, nel definire i propri simboli, ribadisce solennemente che la bandiera europea è azzurra con dodici stelle disposte a cerchio. Ebbene: sia i colori, che i simboli, che la loro disposizione in tondo, vengono direttamente dalla devozione mariana, sono un segno esplicito di omaggio alla Vergine. Le stelle, in effetti, sono quelle dell' Apocalisse al dodicesimo capitolo: «Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una Donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle». Quella Donna misteriosa, per la tradizione cristiana, è la madre di Gesù.

Bologna, si dą fuoco davanti all'Agenzia entrate

28/3/2012

Un uomo si è dato fuoco davanti alla sede dell'Agenzia delle Entrate di Bologna, mentre si trovava in una vettura parcheggiata. Si tratta di un italiano di 58 anni, ora ricoverato al Centro grandi ustionati di Parma in condizioni gravissime. Prima di prendere la tragica decisione aveva scritto tre lettere in cui spiegava i suoi gravi problemi economici. Una di queste era indirizzata alla commissione tributaria. Su una delle sue lettere l'uomo, un artigiano in gravi difficoltà finanziarie, fa riferimento a pendenze tributarie: pare che si scusi, e dica di aver pagato le tasse. E annuncia l'intenzione di andarsene. La vettura in cui l'uomo si trovava è andata a fuoco poco dopo le 8 di mercoledì mattina. Il 58enne è uscito dall'auto, parcheggiata in via Nanni Costa, e uno straniero ha cercato di salvarlo.


DALL'AUTOMOBILE AL MOBILE (GENERAZIONE SMART-PHONE) -

26/3/2012 Tratto da Dagospia.com

Massimo Gaggi per il "Corriere della Sera"


I giovani americani del Ventunesimo secolo guidano meno delle generazioni che li hanno preceduti, spesso non prendono nemmeno la patente e, anche quando vivono in città e zone rurali prive di servizi di trasporto pubblico dove non c'è alternativa all'uso di veicoli individuali, non hanno il mito dell'auto: ai sondaggisti che li interrogano sui marchi per loro più popolari, gli studenti snocciolano quelli del mondo digitale, dai computer e gli smartphone della Apple ai servizi di Google. E anche scarpe, abbigliamento e attrezzi sportivi della Nike. Ma nelle loro liste non c'è nemmeno un logo di una casa automobilistica.

I produttori di Detroit vivono una stagione di riscossa sul piano produttivo ma, a giudicare dalla composizione per classi di età della loro clientela, è meglio non parlare di «nuova giovinezza» (l'età media dell'acquirente di una vettura nuova varia, in genere, tra i 50 e i 55 anni).


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