EROI! ... E LI CHIAMARONO BRIGANTI!

17/3/2012 Tratto da www.falkorossodapulia.com

5212 condanne a morte, 6564 arresti, 54 paesi rasi al suolo, 1 milione di morti. (di Nico Guevara Brigante Lucano

Poco se ne è parlato fino ad una ventina di anni fà, ma ora che la storia (quella vera) sta venendo a galla si iniziano a vedere film (quello di P. Squitieri "Li chiamarono...Briganti") e documentari su di un fenomeno spesso manipolato ed usato in maniera distorta dalla critica storica (filo-risorgimentale). Ma chi furono realmente i briganti ai quali il neonato Regno italico diede la caccia tra il 1861 ed il 1874 producendo decine e decine di migliaia di morti? C'era un pò di tutto, da ladruncoli sbandati già prima dell'unità d'Italia che erano soliti compiere atti di saccheggio nelle vallate tra l'Abruzzo il Molise la Campania la Lucania e la Sila a gente comune pressoché poveri contadini e anche ex-garibaldini che dopo l'unità non videro mantenuta nemmeno una promessa del "Gran Maestro" Garibaldi. 


LO SHOWBUSINESS DEI BUONI

17/3/2012 Maurizio Molinari per 'la Stampa' tratto da Dagospia.com

Campi profughi ad Haiti, bambini vittime della guerra in Congo, villaggi bombardati in Sudan e scuole nella foresta del Malawi o sulle colline di Johannesburg. Sono molti e diversi i fronti dell'impegno umanitario delle star di Hollywood, alternando successi a fallimenti in campagne che a volte sembrano essere in concorrenza fra loro, come avvenuto nelle ultime settimane con le parallele crociate di George Clooney e Angelina Jolie.

Ad Haiti uno dei campi profughi più estesi, visto che ospita oltre 55 mila anime, è stato creato dopo il potente sisma del gennaio 2010 dall'«Haitian Relief Organization» di Sean Penn che continua a mantenerlo con raccolte fondi annuali la cui importanza è stata riconosciuta dal neopresidente Michel Martelly assegnando all'attore-regista il titolo di ambasciatore onorario.


L'Italia è morta, viva l'Italia

17/3/2012 Di Marcello Veneziani per il Giornale

Sotto la dominazione germanica l'Italia celebra oggi la sua indipendenza. Fui io a proporre la festa del 17 marzo, lasciate che proponga il suo necrologio. Non è che l'Italia sia morta con i tecnici al governo. L'Italia muore da una vita, sono secoli che se ne proclama la morte e talvolta la resurrezione.

La morte della patria di Satta, poi di De Felice e Galli della Loggia, fu preceduta dall'Italia finisce di Prezzolini; di morte dell'Italia ne sento parlare dacché son vivo. La morte dell'Italia è coetanea alla sua nascita, anzi la precede. Qui regna luttuosa allegria.


LA STORIA DA SACCHEGGIARE

17/3/2012 Tratto da Rischiocalcolato.it

Di Riecho

Molti commentatori in gamba (non parlo di quelli che lavorano in TV) ci spiegano il trucchetto che usa il Draghi per prestare soldi finti alle banche. Portatemi in garanzia i debiti dei vostri stati e io vi presto denaro nuovo a buon prezzo.
Con la differenza tra gli interessi che pagate a me, molto bassi, e quelli che vi da il vostro stato a scadenza del suo debito, ci fate un sacco di grano e rimettete a posto i bilanci.Voi non potete fallire e i vosrti stati rinnovano i debiti, lo spread scende e siamo tutti felici.

Game Over

17/3/2012 Tratto da Beppegrillo.it

Il tetto di due euro al litro per la benzina sta per essere raggiunto insieme al tetto di 2.000 miliardi di debito pubblico. La sola domanda da porsi è "Quando fallirà ufficialmente l'Italia?". Nel mese di gennaio si sono visti i primi effetti della cura di Rigor Montis che sta mandando l'economia in cancrena. Il debito pubblico è cresciuto di 37,9 miliardi, un balzo da far invidia a Tremorti. Con un andamento lineare a fine 2012 avremo 450 miliardi in più di debito. Nessuno si preoccupa di questa montagna di nuovi titoli pubblici da emettere.
Siamo in recessione, una dura recessione, che è solo al suo inizio.

Vieni avanti burino

16/3/2012 dI Annalena Benini per Il Foglio

Il crudo è il nuovo Rolex, e nei ristoranti alla moda si può fare amicizia con gli scampi vivi


Il ghiaccio, presto, il ghiaccio. I pesci devono restare freschissimi, anzi vivi. "Le formette, mi raccomando, subito", ordina infatti l'uomo di fiducia del sindaco di Bari, Michele Emiliano, quando a Natale arrivano in omaggio "quattro spigoloni, venti scampi, ostriche imperiali, cinquanta noci bianche, otto astici, cinquanta cozze pelose, due chili di allievi locali di Molfetta".


DALL'ARCHIVIO

30/9/2009 'Io, cattolico edonista. Contro i divieti' Intervista a Messori su Il Giornale

Chi si aspettasse un pacato parere alla Don Abbondio sbaglierebbe di grosso. Se provate a parlare di fumo passivo, di cinture di sicurezza o di merendine insane a Vittorio Messori, cattolicissimo scrittore e coautore di libri con Giovanni Paolo II e Joseph Ratzinger, vi troverete di fronte a una furia. Ci è mancato poco che non fosse anche lui nella pattuglia di Forces Italia, partita alla volta di Bruxelles per contestare i divieti «nazi-salutisti» della Ue (vedi scheda). «Mentre le parlo mi sto accendendo una sigaretta e tra un po' vado a bermi un aperitivo, alcolico, anche se non farà bene al mio fegato. Ma voglio essere io a decidere cosa fare della mia salute!», tuona l'autore di Gli occhi di Maria.

Messori, un cattolico come lei tra gli edonisti anti-salutisti?
«Ma certo. Io mi definisco un anarchico che crede nel peccato originale».

Perché vendere Alfa a VW sarebbe buona cosa

16/3/2012 Di Oscar Giannino per www.chicago-blog.it

Se fossi a Palazzo Chigi all'incontro tra governo Monti e Fiat, chiederei se non  fose il caso che Torino vendesse prima che sia tropo tardi Alfa Romeo a Vw. Perché la sovraccapaità europea non dà scampo agli stabilimenti italiani del gruppo. Perché Chrysler-Fiat è giustamente di chi ha messo i soldi, cioè americana. Perché Alfa non ha possibilità di salire a 300mila unità vendute come da sempre vanamente promesso da Fiat che non vi ha investito né può. Perché a Chrysler i denari servon o per crescere in Cina, India e Russia, dove non c'è.-E perché l'Italia deve aprirsi prima che mai a stabilimenti di montaggio di altri gruppi, meglio se leader mondiali ncome VW. Questi sono i n umeri alla base del ragionamento. Altro che polemiche sulla Fiom.

QUELLI CHE L'AVEVANO PREVISTO - Crack in vista (e cominciano a dirlo) -

Articolo DI MAURIZIO BLONDET DEL 30/12/2005 Tratto da effedieffe.com

Fino a ieri, i giornali finanziari anglo-americani non facevano che esaltare la continua salita delle borse, il «trionfo» e i «successi» del sistema capitalista globale, il «miracolo» della eterna ripresa americana, che si regge nonostante l'astronomico debito pubblico e privato.
Ciò è normale: bisogna attrarre gli ingenui alla giostra della finanza creativa e tenerli legati al Luna Park globale, perché i pescecani possano spolparli ancora un po'. Solo, da alcune ore, il clima è cambiato. Ora, non parlano più di «successi» né di «miracolo».
Anzi, il Financial Times ha un allarme esplicito: «Chiudere le paratie stagne prima dell'uragano economico» (1).

QUALCHE ANIMA PIA DI COMUNIONE & FATTURAZIONE AVVISI IL VERGINE CHE IL WEB FA MALE

16/03/2012 Tratto da Dagospia.com

I VIDEO SU YOUTUBE DEL VERGINE ULTRASSESSANTENNE CHE PROVA A FARE POLITICA "GGIOVANE", SONO DIVENTATI NON UN CASO DA STUDIARE MA DA PRONTO RICOVERO.ECCOLO CHE GIOCA A PALLE DI NEVE, TIRA DI SCHERMA, BALLA E RAPPA, FA IL CAFFÈ, FA BENZINA, MANGIA SALUMI, PARLA DI CALCIO, BRANDISCE SCARPE AMMICCANDO CHE GLI VOGLIONO FARE LE SCARPE (BATTUTONA!). BEH, UNA "COMUNICAZIONE" CHE FA LO STESSO EFFETTO DELLE FREDDURE DI RIGOR MONTIS: UN MISTO TRA COMPASSIONE E IMBARAZZO






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